La decisione
Teramo, annullata la processione della Desolata
di Redazione Teramo

TERAMO. Tra i rami degli alberi, dove di solito si intrecciano solo foglie e nidi, a volte compaiono oggetti inattesi: biciclette sospese, colorate, leggere come se avessero deciso di fermarsi a mezz’aria. Un’immagine che sorprende, incuriosisce e invita a interrogarsi. Le biciclette appese agli alberi possono avere significati diversi: espressioni artistiche, leggende locali, forme di protesta o, in altri casi, semplici atti di vandalismo. È sempre il contesto a fare la differenza e a dare senso al gesto.
In molte comunità, però, queste installazioni diventano vere e proprie sculture all’aperto. La bicicletta, simbolo di libertà, movimento ed ecologia, viene sospesa nel tempo e nello spazio, trasformandosi in metafora visiva. Accade anche a Sant’Atto di Teramo, nel centro parrocchiale, dove si viene accolti da diverse biciclette colorate e “aleggianti”: incastrate tra i tronchi, appese ai rami, pendenti come gioielli tra il verde. Non disturbano lo sguardo, anzi: trasmettono un senso di serenità e leggerezza.
Secondo le voci di paese, l’ideatore o mecenate dell’iniziativa sarebbe il parroco, Don Giovanni. Un gesto semplice ma capace di accendere curiosità e dialogo, trasformando uno spazio quotidiano in un piccolo scenario di meraviglia. Perché a volte basta alzare gli occhi verso un ramo per ricordarsi che la bellezza può nascere anche da una bicicletta che ha scelto di non toccare più terra.