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Gli episodi

Ruoli istituzionali in Abruzzo, il Coordinamento Codice Rosso chiede chiarezza

Dal caso della sindaca di Alba Adriatica Antonietta Casciotti a quello della presidente della Commissione Pari Opportunità Erika Angelini

Ruoli istituzionali in Abruzzo, il Coordinamento Codice Rosso chiede chiarezza
di Tito Di Persio
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TERAMO. Due episodi di cronaca politica recente, apparentemente lontani dall'Abruzzo, diventano lo spunto per una riflessione del Coordinamento Codice Rosso su un tema preciso: dove finisce il ruolo istituzionale e dove inizia l'attività politica personale, e quanto sia importante che questo confine resti sempre netto.

Il primo caso riguarda Alba Adriatica, dove la sindaca Antonietta Casciotti non è stata invitata al talk show dedicato alla campagna contro la violenza sulle donne, nonostante il coinvolgimento diretto dell'amministrazione comunale nell'iniziativa. Il secondo riguarda Genova, dove la sindaca Silvia Salis, pur presente all'inaugurazione del Salone Nautico, non è stata chiamata sul palco per il taglio del nastro: un episodio su cui è stato successivamente riferito trattarsi di un errore organizzativo.

Per il Coordinamento, i due episodi, pur diversi tra loro, dimostrano con un sorriso quanto anche un semplice invito possa trasformarsi in una questione di riconoscimento istituzionale: quando un ruolo pubblico non viene adeguatamente considerato, o quando i confini tra le diverse figure coinvolte in un evento non sono chiari, il problema smette di essere una semplice disattenzione organizzativa e diventa un tema di correttezza istituzionale.

Il caso in Provincia

Da questa premessa il Coordinamento passa a una situazione più vicina, quella di Erika Angelini, presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo. L'associazione precisa subito di non voler entrare nel merito delle scelte personali o politiche della presidente: «Non intendiamo entrare nel merito delle scelte personali o politiche di nessuno. Chiunque ha pieno diritto di esprimere le proprie idee e di intraprendere un percorso politico», si legge nella nota firmata da Adele Di Rocco, presidente del Coordinamento Codice Rosso.

Il punto sollevato non riguarda dunque il diritto di Angelini a fare politica, ma la necessità che questo diritto resti sempre distinto, nei fatti e nella percezione pubblica, dall'incarico istituzionale che la stessa Angelini ricopre: «Riteniamo però importante che, quando si ricopre contemporaneamente un incarico istituzionale, siano sempre chiari i confini tra il ruolo istituzionale e l'attività politica personale».

È su questo crinale, tra diritto individuale a fare politica e dovere di trasparenza nell'esercizio di un ruolo pubblico, che il Coordinamento chiede un intervento chiarificatore. La richiesta è rivolta agli organi competenti, affinché facciano luce sulle eventuali regole di compatibilità esistenti e sulle modalità con cui un incarico istituzionale debba essere esercitato quando chi lo ricopre è, allo stesso tempo, impegnato in un proprio percorso politico.

«La nostra non vuole essere una polemica personale, ma una richiesta di trasparenza, correttezza e chiarezza dei ruoli», precisa Di Rocco, tornando con un'ultima battuta agli esempi iniziali: «Perché, in fondo, gli inviti possono anche sfuggire a un'organizzazione, capita, ma sulle regole istituzionali è sempre meglio avere qualche certezza in più».

Il Coordinamento Codice Rosso annuncia infine che continuerà a porre la questione nelle sedi opportune, con l'obiettivo dichiarato di tutelare la credibilità delle istituzioni e garantire ai cittadini la massima chiarezza sui ruoli di chi le rappresenta.