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Il caso

Pasqua ai Prati di Tivo: tanta neve, zero impianti e molte domande

Restano gli imprenditori di sempre quelli che resistono più per vocazione che per convenienza

Prati di Tivo
Prati di Tivo
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Avremmo voluto raccontare una storia diversa, quasi edificante: il Presidente della Provincia di Teramo, Camillo D'Angelo, finalmente alle prese con un raro momento di autocritica, magari approfittando dell’aria di redenzione tipica della Pasqua. Un piccolo “mea culpa”, sobrio, istituzionale, persino credibile. Ma no, sarebbe stata una trovata troppo fantasiosa persino per il calendario: roba da Primo Aprile, e neanche tra le più riuscite.

Nel frattempo, ai Prati di Tivo andrà in scena l’ennesimo paradosso all’italiana: una Pasqua e Pasquetta, secondo le prime previsioni tra un sole splendente, oltre un metro di neve e impianti rigorosamente fermi. Un quadro da cartolina, se non fosse per il dettaglio che stona — e parecchio. Restano gli imprenditori di sempre, quelli che resistono più per vocazione che per convenienza, e una coltre bianca che prova, invano, a coprire falle ben più profonde.

Il vero spettacolo, però, deve ancora iniziare: basterà qualche giorno di caldo per sciogliere la neve e, con essa, anche l’illusione. E allora sì che emergerà tutto il resto. Facile indovinare cosa.