Il vertice
Frana a Silvi, attenzione resta massima e si ipotizzano moduli per le scuole
di Redazione Teramo

TERAMO. Ancora un distacco improvviso, ancora una lingua di neve che si stacca dalla montagna e corre veloce verso valle. È successo nelle ultime ore sul Gran Sasso, nella zona di Prati di Tivo, precisamente nell’area della Giumenta, dove una massa nevosa si è riversata con forza nella vallata sovrastante il sentiero per Rio Arno.
Una scena tanto spettacolare quanto inquietante: la neve che si muove come un fiume impazzito, trascinando tutto ciò che incontra lungo il suo percorso. Un fronte bianco e silenzioso, ma carico di una potenza distruttiva che lascia senza fiato.
Secondo le prime informazioni, il distacco sarebbe avvenuto in modo repentino, senza segnali evidenti percepibili a distanza. A immortalare l’accaduto è stato Ponzio Podeschi, autore degli scatti che documentano l’impressionante colata nevosa.
Solo il caso — o meglio, il rispetto delle regole — ha evitato il peggio. In quella zona, infatti, erano già in vigore severi divieti di accesso proprio a causa dell’elevato rischio valanghe. E questa volta, fortunatamente, nessun escursionista si trovava lungo il sentiero al momento del distacco.
Ma resta la paura. Perché la montagna, ancora una volta, ha mostrato il suo volto più imprevedibile e pericoloso. E perché basta poco, pochissimo, per trasformare una giornata tra i sentieri in una tragedia annunciata.
Le autorità rinnovano l’appello alla massima prudenza: il rischio resta alto e sottovalutarlo può costare caro. Sul Gran Sasso, l’inverno non è ancora finito.