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L'emergenza

Frana a Silvi, Camillo D’Angelo: “Le case verso la delocalizzazione”. Maurizio Scelli ricorda la famiglia del b&b crollato - Video

Il professor Casagli: "Rispetto a Niscemi questa è una frana molto più piccola, non si può fare il paragone"

Una delle case devastate dalla frana
Una delle case devastate dalla frana
di Redazione Teramo
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SILVI. È il momento di fare il punto della situazione a Silvi, dove da giorni è in corso l'emergenza per la frana.

D’Angelo: Lavoriamo alla riapertura della strada

Camillo D'Angelo, presidente della Provincia di Teramo: "Si sta lavorando per la riapertura della Sp 29/B nel comune di Silvi, nel tratto di strada interessato ormai un anno fa dalla frana, quella in contrada Vallescura". A renderlo noto dopo il sopralluogo di oggi sulla frana che invece ha distrutto una parte di Silvi Paese solo pochi giorni fa, il presidente della provincia Camillo D’Angelo. "Si lavorerà per ricostruire la strada, per le abitazioni purtroppo non sarà lo stesso e sicuramente si procederà con la delocalizzazione come accaduto in altri comuni della provincia di Teramo”.

Così Camillo D'Angelo

Scordella: La zona rossa resta invariata

Un’assistenza rapida e celere su un fenomeno che non poteva essere previsto. Così il sindaco Andrea Scordella sulla palazzina crollata nella mattina del 28 marzo a Silvi, dopo essere stata evacuata alle prime luci dell’alba dalla protezione civile locale.

“Abbiamo fatto il massimo per preservare la sicurezza di tutti”. La zona rossa resta invariata. “Abbiamo chiuso tutta la fascia alta quindi anche palestra e scuola, che resteranno così almeno fino a dopo Pasqua. Ma stiamo valutando anche di dislocare la scuola. I sensori ci daranno un quadro più chiaro per capire se c’è un movimento anche nella parte alta, cosa oggi improbabile ma non vogliamo escluderlo. È giusto che facciamo tutte le valutazioni”.

Il punto della situazione

Scelli: Non servono le polemiche

Per il direttore regionale della protezione civile Maurizio Scelli è stato fatto tutto il necessario: “Nessuno poteva prevederlo e non serve fare polemica. Ho a cuore ciò che è accaduto, conosco ad esempio i coniugi Di Bernardo che hanno perso il b&b e tre anni fa hanno perso la figlia. Ecco, quella è l’unica cosa che non posso restituire loro. Una casa, i beni, quelli possiamo restituirli. Quello sembrava il più sicuro. Io scongiurai il prof Sciarra di dirmi se poteva essere preservato, proprio perché fondiamo la parte umana e quella di protezione civile. Quella casa che fatto il giro, poteva crollare prima? Matteo Coviello è andato lì alle 7:29. Gli ho detto vola. Più di così non si poteva fare”.

Casagli: Nessun paragone con Niscemi

“È una frana abbastanza tipica di questa parte dell’Italia, piccola, che interessa terreni sabbiosi. Si innescano i movimenti in maniera molto rapida. Sappiamo che si potrebbe verificare ma non è possibile dire quando se non nel brevissimo tempo, cosa che qui è stata fatta. Più di così non si poteva fare. Rispetto ad esempio a Niscemi, questa è molto più piccola, non si può fare il paragone. Niscemi è lunga chilometri”. Queste sono state le parole del professor Nicola Casagli.