L'incidente
Schianto auto-bici a Martinsicuro, grave un 12enne
di Tito Di Persio

TERAMO. «Se continua così non potrò guardare neanche la televisione». La frase arriva da una delle lettere ricevute in redazione nelle ultime ore. Una battuta, certo, ma di quelle che fanno sorridere poco.
Un’altra è ancora più amara: «Continueremo a spegnere le luci fino a quando non ci vedremo». Dietro queste parole ci sono anziani, pensionati e famiglie che già oggi controllano ogni spesa e che adesso si trovano davanti a un nuovo aumento dell’energia elettrica.
Nel quarto trimestre del 2026 la bolletta elettrica per il cliente tipo vulnerabile servito in Maggior Tutela aumenterà infatti del 37,3% rispetto al trimestre precedente.
L’aggiornamento riguarda circa 3 milioni di clienti vulnerabili, vale a dire proprio quella fascia di popolazione che, per condizioni economiche, età, salute o disabilità, dovrebbe essere maggiormente tutelata. Il paradosso è tutto qui.
A subire uno degli aumenti più pesanti saranno anche persone che hanno superato i 75 anni, pensionati che vivono con entrate limitate, cittadini che usufruiscono del bonus sociale, persone con gravi problemi di salute o con disabilità riconosciute. Per molti di loro non esistono grandi margini di risparmio.
Le segnalazioni
Le lettere arrivate in redazione raccontano proprio questo: case dove già si spegne una luce appena si lascia una stanza, elettrodomestici utilizzati solo quando indispensabili, televisioni tenute accese poche ore, riscaldamento e consumi ridotti al minimo.Sacrifici che diventano ancora più pesanti se compiuti da persone che hanno lavorato per quaranta o cinquant’anni e che oggi, davanti a una bolletta, devono chiedersi se sia il caso di accendere una lampadina in più.
L’aumento del quarto trimestre è legato principalmente alla crescita dei costi di acquisto dell’energia elettrica, influenzati dalle attese di aumento del prezzo all’ingrosso e da valori del terzo trimestre risultati superiori alle precedenti stime. Continua inoltre a pesare l’instabilità del quadro geopolitico internazionale, che incide sul prezzo delle materie prime energetiche e in particolare del gas naturale, ancora strettamente collegato al costo dell’elettricità.
Scendono invece del 2,2% i costi di dispacciamento e quelli relativi al mercato della capacità, grazie a una stagione autunnale generalmente meno critica rispetto ai picchi di consumo estivi e invernali.Restano invariati gli oneri generali di sistema. La spesa annuale per il cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela dovrebbe attestarsi a 665,38 euro nel 2026, contro i 608,72 euro del 2025, con un incremento complessivo del 9,3%.Numeri che sulla carta possono apparire freddi.
Tra le mura domestiche
Nelle case, però, quei numeri diventano rinunce. Diventano una televisione spenta, una stanza lasciata al buio, un elettrodomestico utilizzato meno, una bolletta controllata dieci volte prima di essere pagata.
La parte più amara è che a fare questi conti sono spesso proprio coloro che hanno trascorso una vita intera lavorando e risparmiando.Una generazione abituata a non sprecare nulla, che oggi si ritrova a dover risparmiare perfino sulla luce.
Quando un anziano arriva a dire «spegneremo le luci finché non ci vedremo più», il problema non è più soltanto il prezzo dell’energia.È il prezzo sociale che stiamo chiedendo di pagare alle persone più fragili.