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di Giancarlo Falconi

Quando si pensava che la vicenda delle assunzioni in Provincia di Teramo avesse già dato il meglio di sé, leggiamo con piacere un nuovo capitolo ambientato a Valle Castellana. Con protagonista quel Comune e il suo sindaco Camillo D'Angelo che, pochi mesi prima, aveva bandito l’unico concorso utile per l'assunzione degli operai da parte della Provincia e del suo presidente Camillo D’Angelo.
Il concorso è noto: un bando per operatori generici, Area degli Operatori, quella che un tempo si chiamava categoria A. Un concorso semplice, lineare, con una graduatoria approvata il 22 novembre 2025 e un vincitore ufficiale. Fine della storia? Nemmeno per sogno. Nella narrativa amministrativa classica, qui calerebbe il sipario. Ma questa non è una storia classica. Tralasciando le nostre riflessioni precedenti sui nomi degli assunti, otto giorni dopo sull’albo pretorio del Comune compare la determina n. 146 del 30 novembre 2025. Il vincitore viene sì assunto, ma non per il profilo per cui ha concorso. Non come operatore generico, bensì come operatore tecnico manutentivo, una figura che, secondo il vigente CCNL, rientra nell’Area degli Operatori Esperti, l’ex categoria B. Un numero da prestigiatore.
Una progressione verticale, di fatto. Peccato che per arrivarci servano requisiti ben precisi: esperienza pluriennale, procedure selettive dedicate, concorsi specifici. Nessun richiamo normativo, nessuna procedura comparativa, nessun passaggio intermedio. Allora perché? Solo una motivazione che suona più come un’autocertificazione: carenza di personale, pensionamenti, emergenze, manutenzioni, sicurezza urbana. Insomma, serviva qualcuno. Una spiegazione che ricorda certi personaggi di Molière, convinti che basti dichiarare qualcosa perché diventi automaticamente vero. Quanto alla copertura economica, il problema non si pone: tutto è coerente con il Piano triennale dei fabbisogni di personale. Il Comune, in sostanza, sapeva già che quella figura serviva.
Allora perché indire un concorso per A e otto giorni dopo la pubblicazione della graduatoria assumere il vincitore come B? Se il fabbisogno era noto e programmato, perché non bandire direttamente un concorso per operatori esperti? Forse perché una graduatoria di quel tipo in Provincia esisteva già, e avrebbe imposto di attingere da lì? Forse perché, altrimenti, l’intero cast delle tredici assunzioni provinciali avrebbe rischiato di restare senza finale? Sono ipotesi naturalmente o, se preferite: pensieri.
Chissà cosa avrebbe detto Giulio Andreotti, in questo caso, sull’arte del pensare?