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di Tito Di Persio

TERAMO. La città di Teramo perde una delle sue voci più sensibili. Fiore Zuccarini, giornalista e anima della Fondazione Tercas. Figura profondamente legata alla comunicazione culturale del territorio, è morto questo pomeriggio (30 settembre) all’ospedale di Giulianova. Aveva 70 anni.
Si era sentito male nella sua abitazione di Alba Adriatica. La corsa verso il nosocomio giuliese non è servita a salvarlo. Secondo le prime informazioni, sarebbe arrivato in ospedale già senza vita.
Raccontare Fiore Zuccarini significa andare oltre un ruolo, un incarico, una scrivania. Significa ricordare soprattutto una persona capace di ascoltare. Un uomo che sapeva raccogliere le passioni, le fragilità, i sogni e le intuizioni per restituirli attraverso parole mai casuali.
La provincia di Teramo era diventata, negli anni, quasi una sua misura interiore. Sensibile, curiosa, capace di custodire bellezza anche negli angoli meno raccontati. Una terra che Fiore osservava con attenzione e alla quale aveva dedicato una parte importante della propria vita professionale e personale.
Dentro la Fondazione Tercas aveva contribuito a raccontare stagioni culturali destinate a lasciare una traccia. Non soltanto comunicazione, ma partecipazione. Non soltanto eventi, ma relazioni, persone, storie.
Amava i libri. Passava con naturalezza dai grandi romanzi russi alla letteratura americana, cercando nelle pagine quella stessa profondità che riconosceva negli esseri umani. Tra le parole che sembrano oggi scritte anche per lui resta una frase di Philip Roth: «Tutto quello che ho per difendermi è l'alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile».
Forse Fiore Zuccarini aveva scelto proprio quello: l’alfabeto, la cultura, l’ascolto. Strumenti silenziosi, ma potentissimi, per attraversare il mondo senza bisogno di alzare la voce. Resteranno il suo modo garbato di esserci, la capacità di mettere gli altri al centro, quella sensibilità che non si impara e che rende alcune persone immediatamente riconoscibili.
Alla sua famiglia, alle persone che gli hanno voluto bene e a quanti hanno condiviso con lui un tratto di strada va il nostro più profondo e affettuoso cordoglio.