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Teramo, arrestato per terrorismo: diffondeva online istruzioni per armi ed esplosivi
di Redazione Teramo

TERAMO. Si chiude con una condanna a 10 anni di reclusione il processo di primo grado a carico dell’istruttore di palestra di Silvi accusato di abusi sessuali su quattro allieve minorenni. La pena è stata ridotta di un terzo grazie al rito abbreviato: senza lo sconto previsto, la condanna sarebbe stata di 16 anni. Il pubblico ministero Elisabetta Labanti aveva chiesto 11 anni.
Oltre alla reclusione, il giudice ha disposto un anno di libertà vigilata, il divieto di frequentare luoghi abitualmente frequentati da minori, l’interdizione da attività lavorative a contatto con ragazzi e il pagamento delle spese processuali.
Le accuse e l’indagine
La vicenda riguarda fatti iniziati nel 2024 e portati alla luce dopo la denuncia di una delle giovani vittime, che si era confidata prima con un’insegnante e poi con la famiglia. Da lì è partita l’indagine coordinata dalla Procura, che ha raccolto i racconti delle ragazze, successivamente confermati anche in aula.
L’uomo, 40 anni, era agli arresti domiciliari dallo scorso luglio in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Roberto Veneziano. È difeso dall’avvocato Ida Nardi.
Tra le parti civili figura anche una ragazzina che oggi ha 13 anni, ma che ne aveva appena 11 quando sono iniziati gli abusi. A rappresentarla in aula è stata l’avvocato Monica Passamonti.
La reazione in aula
Alla lettura della sentenza, in aula si è respirato un clima di forte emozione. Le famiglie delle vittime, presenti in tribunale, hanno reagito tra lacrime e commozione.
«C’è soddisfazione, ce l’aspettavamo perché conoscevamo le carte – ha commentato l’avvocato Passamonti –. La difesa si è concentrata su aspetti tecnici senza entrare nel merito. La famiglia della ragazzina che ho rappresentato ha potuto vedere un primo segnale di giustizia. Il padre era visibilmente commosso. Ma nulla potrà restituire ciò che è stato tolto a lei e alle altre ragazze».