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Silvi, disastro idrico: manca l'acqua e i rubinetti sono a secco - Residenti e turisti esasperati

Da settimane il territorio vive una sequenza interminabile di comunicati, serbatoi chiusi senza preavviso e forniture irregolari che stanno paralizzando la quotidianità: un susseguirsi di disservizi che mette in crisi la stagione estiva, crea tensioni tra operatori e amministrazione e alimenta la richiesta urgente di una soluzione strutturale da parte della comunità

Crisi idrica a Silvi
Crisi idrica a Silvi
di Alfredo Giovannozzi
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SILVI. Sarà per colpa del caldo asfissiante di questa torrida estate, sarà per colpa del cambiamento climatico, sarà per colpa di complotti internazionali, insomma sarà per qualche motivo particolare ma questa estate, entrata ormai nella sua parte finale, verrà ricordata come quella della grande crisi idrica. Una crisi che non tocca soltanto la mancanza di irrigazione delle campagne e del prosciugamento dei letti dei fiumi ma, soprattutto, l’approvvigionamento idrico nei centri turistici abruzzesi. Una crisi che in Abruzzo si sta provando ad arginare.

Il caso Silvi e la gestione ACA

Sappiamo delle sei società che gestiscono gli acquedotti nella regione e che stanno vivendo momenti difficili ma quanto sta accadendo nel comune di Silvi (sia marina che alta) è qualcosa di intollerabile. Insieme a Pineto sono i due comuni costieri della provincia di Teramo gestiti non dalla Ruzzo Reti ma dall’ACA, l’azienda che fornisce acqua nel pescarese. Certo, non è la prima volta che accade nel corso degli anni, ma questa non può essere una attenuante ma solo una aggravante.

Le interruzioni idriche dal 3 giugno

Cosa accade nel corso delle giornate soprattutto nel comune costiero di Silvi dove, ogni estate, si riversano migliaia di turisti per godersi la vacanza estiva in una località balneare ospitale, bella e con la Bandiera Blu. Semplicemente l’azienda ACA dal 3 giugno scorso, con una serie di comunicati, informa i cittadini e turisti silvaroli che ci saranno delle interruzioni idriche nel comune. Il primo ha riguardato anche il Comune di Pineto. L’ultimo in ordine di tempo è del 13 agosto che informa dell’interruzione dal 14 al 17 agosto.

Ventidue comunicati e decine di giorni senz’acqua

Volete sapere quanti comunicati sono arrivati dal 3 giugno a oggi, 16 agosto? Ben 22! Stucchevole sarebbe indicare tutte le date ma se si fanno due conti, con una media di due giorni a comunicato, le giornate senz’acqua sarebbero ben 44 su un totale di 74 giorni del periodo! Tutto questo è inaccettabile e intollerabile. In pratica la sera si chiudono i serbatoi, si seccano i rubinetti e chi s’è visto s’è visto.

Un problema che pesa sulla stagione turistica

Non è possibile e non è tollerabile, nel 2026, nonostante anche il clima, l’emergenza idrica, le difficoltà e tutto quello che volete, che in piena stagione estiva, in una località balneare, accada questo. In attesa del prossimo comunicato (che potrebbe arrivare anche domani) dove si annuncerà la prossima interruzione della fornitura idrica, una soluzione andrebbe trovata, così come hanno fatto le altre 5 aziende della regione.

Il danno di immagine per Silvi e Pineto

Quale turista tornerebbe il prossimo anno a Silvi o a Pineto sapendo che potrebbe andare incontro a rubinetti asciutti e acqua che non c’è? Chi potrebbe pensare di poter vivere d’estate senza poter fare una doccia al termine di una giornata di lavoro, di mare o anche di movimento? Il danno di immagine, in poche parole, è enorme. Lo sanno benissimo anche i silvaroli.

La denuncia del consigliere Vito Partipilo

Il consigliere comunale di opposizione, Vito Partipilo, conferma il disservizio e la sua gravità. «Sono giorni che l’acqua va e viene a intermittenza. Sono state comunicate alcune chiusure dei serbatoi ma in questa settimana le chiusure comunicate non coincidono con le effettive mancanze. È un problema enorme non solo per i residenti ma anche per i numerosi turisti che in questi giorni popolano la nostra costa. Una situazione imbarazzante per tutti noi».

Le possibili soluzioni

Già, qualcuno dovrà trovare una soluzione prima o poi. Più depuratori? Una gestione diversa? Un controllo dei flussi d’acqua differente? Speriamo che la lampadina si possa accendere. Al momento l’unica conclusione sarebbe quella di Maria Antonietta: «Non c’è acqua? Comprate la minerale». Un po’ come il pane e le brioches.