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Pescara, ruba migliaia di euro di carne da un ristorante e fugge col carrello della spesa
di Paolo Renzetti

PESCARA. È un Pescara già con l'acqua alla gola quello che si prepara a far visita al Livorno nel match in programma domani (sabato 5 ottobre, ore 17:30) e valido per l'8ª giornata del girone B di Serie C, in cui la squadra di Antonio Buscè è già a -11 dallo Spezia capolista (vittorioso proprio all'Adriatico nel turno precedente).
Livorno-Pescara, la vigilia di Buscè
«Paghiamo errori banali, che ci hanno penalizzato nonostante le buone prestazioni - ha detto il tecnico biancazzurro alla vigilia della trasferta in Toscana -. Le statistiche dicono che dovremmo avere una classifica diversa, ma più che a quello che si è fatto bisogna guardare a quello che si farà domani. Abbiamo una partita importantissima da giocare e vedremo dopo cosa dirà la storia. La fiducia di Sebastiani? Fa sempre piacere quando un presidente parla bene di te, ma poi sappiamo com'è il calcio e io mi metto sempre in discussione tutti i giorni, nel lavoro come nella vita privata. Dobbiamo sempre dimostrare. Lucarelli? Un sanguigno, che vive da tanti anni nel calcio e sa fare calcio - ha poi aggiunto parlando del collega -. Sarà un piacere stringergli la mano e affrontarlo da avversario come facevamo quando eravamo calciatori».
Ritorno al 4-3-3, scalpitano Nardin e Fiorillo
Buscè ha inoltre anticipato l'abbandono del 4-2-3-1 e il ritorno al 4-3-3, sul quale ha lavorato fin dall'estate: «Quando manca un giocatore come Guccione devi cambiare qualcosa. A Gubbio abbiamo provato a mantenere lo stesso assetto, ma siamo andati in difficoltà e così ho provato a modificarlo, anche per non lasciare Parigi troppo solo davanti. Nel secondo tempo è andata meglio anche se non abbiamo vinto, contro il Vado è andata bene e poi è arrivata una sconfitta. Ora però Guccione è di nuovo a disposizione e si torna a un centrocampo a tre». Previsto qualche cambio in formazione, con Nardin che dovrebbe essere preferito a Capellini in difesa e il recuperato Fiorillo pronto a fare il suo nuovo esordio tra i pali del Pescara (sarà la 225ª partita in biancazzurro per lui, già recordman per numero di presenze nella storia del club).
«Nardin si sta allenando bene anche se nelle ultime gare ha giocato poco - ha spiegato Buscè -. Appena arrivato lo abbiamo buttato dentro con il Ravenna e ha fatto bene, dimostrando di poter dare garanzie. Potrebbe partire titolare come Fiorillo, che ci può dare esperienza e aiutare il reparto difensivo». Poi il punto sull'infermeria: «Merola si è aggregato stamattina facendo un lavoro blando dopo quello personalizzato dei giorni scorsi. Sarà convocato e potrebbe giocare una decina di minuti in caso di bisogno, ma io preferirei non rischiarlo. Altare sarà convocato ma non partirà titolare, perché non ha ancora tanti minuti nelle gambe, mentre è ancora fermo il portiere Ujkaj».
Il tecnico spiega il suo calcio e carica i biancazzurri
L'allenatore biancazzurro ha poi spiegato qual è il Pescara che ha in mente e che ancora non si è visto in questo difficile avvio di stagione: «Vedendo anche quello che ho fatto negli ultimi anni, io amo il gioco palla a terra a uno o due tocchi, con i giocatori che sanno già quello che devono fare quando il compagno riceve, cercando di leggere la giocata successiva. A questo però si arriva con un lavoro di settimane, anche perché qui sono arrivati tanti giocatori nuovi e quelli rimasti non erano abituati a certe richieste. So che non c'è tempo e che non tutte le piazze sono uguali, ma ogni volta che ho potuto iniziare il lavoro poi le mie squadre sono venute fuori alla distanza. È successo a Empoli dove abbiamo vinto in rimonta lo scudetto Primavera, a Rimini dove abbiamo balbettato per 4-5 gare e poi siamo arrivati ottavi vincendo anche la Coppa Italia, lo stesso infine a Cosenza dove abbiamo faticato all'inizio prima di carburare e assimilare certi meccanismi. Purtroppo, qui ci sto mettendo un po' di più ma non ne faccio un funerale». E più che il gioco, del resto, dal suo Pescara in questo momento Buscè vuole qualcos'altro: «Serve la fame, la bava alla bocca. Dobbiamo essere consapevoli del campo su cui andiamo a giocare. La bellezza e l'estetica non bastano, serve la cattiveria che in certi frangenti ci è mancata, mentre gli altri quando incontrano il Pescara fanno la partita della vita».
Arbitro inedito in Toscana per il Delfino
Per dirigere Livorno-Pescara è stato designato Davide Cerea di Bergamo, che sarà assistito da Gianluca Scardovi di Imola e Andrea Galluzzo di Locri (mentre Francesco Aloise di Voghera ricoprirà il ruolo di IV ufficiale di gara e Roberto Meraviglia di Pistoia quello di operatore FVS). Nessun precedente con il Delfino per l'arbitro lombardo.