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Il personaggio

Alex Del Piero a Pescara: dal calcio di oggi al messaggio speciale per il Delfino

L'ex campione di Juventus e Nazionale azzurra ospite al premio Vincenzo Zucchini

Un momento dell'evento
Un momento dell'evento
di Paolo Renzetti
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PESCARA. Giornata pescarese oggi, 20 maggio, per Alessandro Del Piero che è stato l’ospite d’eccezione all’Auditorium Flaiano di Pescara alla seconda edizione del Premio “Vincenzo Zucchini”, intitolato all’indimenticato capitano del Pescara. L’ex giocatore della Nazionale italiana e della Juventus è stato travolto dall’entusiasmo dei presenti a caccia del prezioso autografo. Del Piero ha parlato di come è cambiato oggi il calcio: "Sono sempre grato agli atti di riconoscenza che mi vengono conferiti e quello di oggi sicuramente mi fa molto piacere in occasione del Premio Vincenzo Zucchini. Pescara non l'ho affrontata molte volte in carriera, però è sempre stata nell'idea di calcio in Italia un posto speciale e il percorso di Vincenzo Zucchini con questa città, con questa squadra non ha bisogno di ulteriori spiegazioni perché è stato incredibile sia da calciatore che poi anche nel post calcio con la carriera da allenatore e da dirigente. Le bandiere nel calcio? Credo che probabilmente ci sono meno esempi rispetto rispetto al passato. Prima il calcio era più propenso a questo tipo di esempi parlo di 40, 50 anni fa dove c'erano molti meno trasferimenti, c'erano molti meno stranieri e si viveva il calcio in maniera diversa".

E ancora: "Seguendo un po' quello che è il calcio di oggi, è inevitabile che i calciatori e le società puntino a uno scambio più frequente ma non punterei tanto il dito su questa cosa”. L’ex attaccante di Nazionale e Juventus, intervistato sul palco da Marco Civoli e Ciro Venerato ha parlato anche di quello che dovrebbe essere il percorso da seguire per diventare calciatore: “Non ci sono messaggi standard che valgono per tutti. Ognuno di noi ha un suo percorso, ha i suoi tempi, le sue modalità e non necessariamente tutti dobbiamo diventare campioni nel calcio nello specifico o in uno sport".

E ha aggiunto: "Dal mio punto di vista sono importanti determinate cose come l'impegno, il sacrificio, il credere in se stessi, il volere di più nell'ambizione. Una serie di cose che sicuramente vanno messe nell'insieme e inseguite. Il calcio mi ha dato da mangiare e da bere, diciamo così, però senza l'illusione che bisognava avere successo subito e che bisognava diventare campione subito. E se uno non diventa un campione dal punto di vista sportivo, potrà fare altro e potrà diventare campione in altri campi. Quindi la generalizzazione è sempre un po' faticosa nel poter inquadrare cosa serve cosa e cosa non serve. È importante l'apporto della famiglia e sono importanti le strutture, la squadra, l'allenatore. La mentalità con cui tutto questo viene perseguito è altrettanto importante”.

Del Piero ha anche salutato il presidente del Pescara Daniele Sebastiani, augurando ai biancazzurri un pronto riscatto dopo la retrocessione in C: “Ci siamo salutati. Indubbiamente le retrocessioni sono complicatissime da digerire. Complicate per tutto, poi Pescara è un posto meraviglioso per molti aspetti, dove si è sempre fatto calcio alla grande. Il mio auspicio è che il Pescara possa tornare presto in categorie superiori”. Centinaia di tifosi che non hanno trovato posto al Flaiano hanno atteso fuori Del Piero a caccia di una foto ricordo o un saluto.