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Tagliacozzo, un giorno unico tra il genio di Mozart e la comicità di Brignano

Domani, 17 agosto, è la giornata delle celebrazioni del CCLXX della nascita del compositore austriaco, con il "Concerto all’alba". Alle 21.30 lo show di Enrico Brignano “Bello di Mamma”

Enrico Brignano
Enrico Brignano
di Redazione L'Aquila
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TAGLIACOZZO. Doppio appuntamento per la XLII edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate (Fime), domani lunedì 17 agosto, con il concerto all’alba e in serata la comicità di Enrico Brignano.

Il direttore artistico, maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, ha reinvitato per il "Concerto all’Alba", previsto nell’ ormai abituale cornice del Santuario della Madonna d’Oriente, col suo panorama mozzafiato sulla valle dell’Imele, la violinista Abigeila Voshtina, l’Orchestra Suoni del Sud, formazione foggiana che non manca mai l’appuntamento col Fime, nonché il direttore Amos Talmon, per le celebrazioni del CCLXX anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart e, per la serata, Enrico Brignano col suo show “Bello di Mamma”, altra giornata-evento, nel cartellone da lui firmato, tassello privilegiato della programmazione di L’Aquila città della Cultura, grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con istituzioni quali la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi, un crocevia artistico, costruito in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci.

Alle ore 6 del 17 agosto, Amos Talmon, del quale non possiamo dimenticare il Requiem mozartiano che inaugurò lo scorso festival, leverà la sua bacchetta per dare inizio al programma “Mozart, prediletto degli dei”, che principierà col Concerto n. 3 per violino e orchestra in sol maggiore K. 216, affidato al sentire della violinista Abigeila Voshtina, scritto in prossimità dal congedo da Salisburgo, nel settembre 1775.

«Suonare Mozart all’alba – ha dichiarato la violinista albanese - sarà per me un’esperienza che va ben oltre il concerto. L’alba possiede già in sé qualcosa di spirituale: è il momento in cui la luce ritorna, il silenzio si apre e tutto sembra rinascere. Essere, inoltre, nei pressi del Santuario della Madonna d’Oriente renderà ancora più intenso questo incontro fra musica, natura e spiritualità. Credo che si creerà un’atmosfera quasi mistica, particolarmente significativa nell’anno in cui celebriamo i 270 anni dalla nascita di Mozart. Del concerto in sol maggiore K. 318 mi affascina soprattutto lo straordinario contrasto fra i suoi diversi momenti espressivi. Nel secondo movimento emerge un mondo di emozioni purissime, morbide e pastose, quasi sospese; subito dopo, però, Mozart ci sorprende riportandoci verso una scrittura brillante, tecnica e piena di spirito. È proprio questo il “mio” Mozart: un genio capace di passare dalla profondità più autentica a una leggerezza quasi infantile, mai superficiale. Nel finale avverto persino sonorità che ricordano lontanamente una cornamusa, quasi un’eco popolare anglosassone. Mozart sa essere spirituale e giocoso, solenne e irriverente nello stesso istante. La sua musica ci innalza, ma conserva sempre quella scintilla bambinesca che rende il suo genio eternamente giovane».

In serata, alle 21,30, ci si sposterà in Piazza Duca degli Abruzzi, per assistere al nuovo spettacolo di Enrico Brignano, “Bello di Mamma”. Uno specchio del nostro tempo, il teatro umano e travolgente del cabarettista romano, improntato sulla comicità della quotidianità tra risate e introspezione, attraverso quel canale di comunicazione diretto e viscerale con la platea. La sua è una narrazione dinamica, intessuta di monologhi ben strutturati, momenti di folgorante improvvisazione e spaccati di vita contemporanea. Sotto una veste apparentemente leggera e accessibile, l'attore romano affronta argomenti universali: le ansie del mondo moderno, l'evoluzione delle relazioni interpersonali, le dinamiche familiari, l'invasione della tecnologia e le sottili nevrosi quotidiane in cui ciascuno si ritrova. La reale efficacia dello show risiede nella rara abilità di Brignano di sublimare l'ordinario in materia comica di prima scelta. Con uno sguardo mai cinico, l'artista osserva la realtà mantenendo un linguaggio schietto e privo di volgarità.

Il risultato è un riso contagioso che, tuttavia, lascia spazio a una riflessione più intima: ogni aneddoto farà breccia nella memoria del pubblico, sollecitando quel cenno d'intesa con il capo che sancisce la totale empatia tra platea e palcoscenico. A fare da contraltare alla verve comica interviene la dimensione emotiva, ormai vero e proprio marchio di fabbrica dell'attore. Tra una battuta e l'altra si schiudono parentesi più raccolte e malinconiche, in cui affiora un forte desiderio di autenticità e fiducia nel futuro, unitamente a un velo di nostalgia per un passato che appare irrimediabilmente perduto. La regia, insieme agli apporti di corpo di ballo e coristi, incornicerà la performance, ma a dominare la scena sarà unicamente Brignano, padrone assoluto del palco grazie al solo potenziale della parola, della mimica e della propria statura teatrale. Firmato dallo stesso attore a quattro mani con Graziano Cutrona, Manuela D’Angelo, Luciano Federico e Alessio Parenti, lo spettacolo “Bello di mamma!” sceglie un titolo denso di risonanze affettive. Un'espressione radicata nella memoria di tutti noi, che richiama l'idea di riparo e quell'abbraccio protettivo in cui Brignano sceglie idealmente di rifugiarsi nella sequenza finale. “In fondo, una risata ci seppellirà”.