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L'operazione

Luco dei Marsi, rapinatore trovato grazie alle analisi del Dna

Nell'agosto del 2025 si era arrampicato su un balcone e aveva rapinato un'anziana

L'attività dei militari dell'Arma
L'attività dei militari dell'Arma
di Pino Veri
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LUCO DEI MARSI. È proprio vero che i progressi scientifici in campo giudiziario possono portare alla scoperta di vecchie vicende. E infatti i riscontri investigativi raccolti dai carabinieri, tra cui gli esiti delle analisi del Dna svolte nei laboratori del raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche di Roma su alcune tracce biologiche perse dal malvivente sulla scena del crimine, hanno condotto all’identificazione di un cittadino italiano di 47anni ora accusato di rapina.

In breve, i fatti: sulla scorta degli elementi raccolti dagli investigatori dell’Arma, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano ha emesso una misura cautelare personale nei confronti del quarantasettenne, gravato da precedenti vicissitudini giudiziarie. Era da poco passata l’ora di cena, il 27 agosto dello scorso anno, quando un uomo si era arrampicato su un balcone, introducendosi in un’abitazione di Luco dei Marsi approfittando di una porta finestra lasciata aperta per attenuare la calura estiva.

Ma appena entrato in casa, l’uomo era stato sorpreso dalla proprietaria, una donna di 79 anni che il malvivente aveva bloccato e avendola minacciata le aveva messo una mano sulla bocca per impedirle di richiedere aiuto, strappandole dal collo una collana in oro e impossessandosi di un bracciale, anch’esso in oro, indossato dalla donna. Subito dopo, l’uomo era fuggito facendo perdere le proprie tracce.

I militari della stazione carabinieri di Luco dei Marsi e dell’aliquota operativa della compagnia carabinieri di Avezzano si erano precipitati sul posto e avevano effettuato un meticoloso sopralluogo dell’abitazione, con le tracce rinvenute e dando avvio a una scrupolosa attività di indagine che è stata condotta con il coordinamento della Procura della Repubblica del capoluogo marsicano. Il provvedimento restrittivo, emesso dall’Autorità giudiziaria per il reato di “rapina aggravata”, è stato eseguito dai carabinieri nella mattinata di ieri, 18 maggio, all’interno della casa circondariale di Avezzano, dove l’uomo si trovava già ristretto per un altro reato.