Pasqua
L’Aquila, la processione del Venerdì Santo: la Polizia penitenziaria porterà il “Simulacro dell'Ultima Cena"
di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. Sarà un Natale amaro per i 52 lavoratori dell'azienda Aura Materials, che ricicla e tratta rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Cinquantadue persone che vedono a rischio il loro posto di lavoro a causa dei tagli al personale previsti dal piano aziendale proposto dalla Mival Connect, società svizzera che ha acquisito a marzo 2025 il 100% dell’azienda. Oggi 22 dicembre, i lavoratori, insieme a Giampaolo Biondi della Fim Cisl, Elvira De Santis della Fiom Cgil e Alfredo Mascigrande della Uilm Uil, si sono incontrati fuori dell'azienda, lo stabilimento è chiuso perché i responsabili del sito non hanno rispettato le norme di sicurezza verso le maestranze, per un'assemblea.
Oltre a non aver preso gli stipendi arretrati e la tredicesima, la cassa integrazione ordinaria è scaduta il 24 novembre e per le quali la cassa integrazione straordinaria sembra un faro irraggiungibile, visto che, secondo i parametri di legge, l’80% dei lavoratori dovrebbe tornare a lavorare, ma come è possibile se l’azienda è chiusa?
I sindacati
«Stiamo attendendo che l’azienda porti un’istanza di cassa integrazione straordinaria per tutelare almeno in parte le nostre famiglie – spiega Gigliana Di Marco, Rsu Fiom Cgil -. Ma sono sordi a qualsiasi spiegazione su come devono farla, e questa è la cosa incresciosa, perché ci sono delle regole da rispettare per farla. Quindi, la Regione ha ricevuto l’istanza, ma rispondendo con le opportune leggi ha detto che questa istanza non era corretta. Noi aspettiamo che venga presentata un’istanza adeguata e che sia tutelato il nostro potere d’acquisto. I responsabili dell'azienda sono sempre assenti alle riunioni con le istituzioni».
Ad aggravare il quadro, il fatto che alcuni lavoratori, per un errore procedurale, ancora non percepiscono le mensilità di cassa integrazione ordinaria di settembre e ottobre; altri non percepiscono lo stipendio dal mese di agosto perché in malattia, retribuzioni che sarebbero a carico dell’azienda.
«Attualmente, abbiamo 52 lavoratori in cassa integrazione ordinaria, scaduta il 24 novembre, con alcuni che ancora non ne hanno percepito neanche un euro – dice Giampaolo Biondi della Fim Cisl -. C’è una domanda di cassa integrazione straordinaria che però, ad oggi, non vede ancora la luce perché stanno sbagliando completamente la procedura per la richiesta che va fatta al Ministero e alla Regione. In Regione il 17 dicembre, come al solito, la società non si è presentata mandando dei consulenti che non avevano voce in capitolo. Noi siamo davvero preoccupati per 52 famiglie aquilane che passeranno un Natale amarissimo».
«La situazione sta andando a picco. Abbiamo bisogno di una cassa integrazione straordinaria il prima possibile, perché le famiglie stanno boccheggiando in questo momento – le parole di Fabrizio Alimonti, Rsu Cisl -. La speranza è che ci sia un’azienda che possa rilanciare questo sito. È una cosa drammatica perché un’azienda di riciclo non dovrebbe trovarsi in queste condizioni, il riciclo è il futuro e vorremmo che arrivasse un’azienda che ha la volontà di portare avanti questo sito».
Qualche lavoratore non ce la fa più ad andare avanti e quindi ha proposto di fare una protesta forte, affinché qualcuno capisca il loro dramma, come bloccare una strada importante per la viabilità. Intanto domani, 23 dicembre, è prevista la Commissione dei capigruppo al Comune dell'Aquila e i lavoratori, insieme ai sindacati, saranno presenti per chiedere sostegno alle istituzioni.