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Fa discutere

Carsoli, il giallo del Gratta e vinci: il regalo per l'8 marzo, la maxi-vincita e le ipotesi sul finale

Il caso è diventato ben presto di portata nazionale: la ricostruzione delle ultime ore, i dettagli e alcuni punti per fare chiarezza sulla vicenda

(foto di repertorio)
(foto di repertorio)
di Pino Veri
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CARSOLI. Come non tornare sull’argomento che adesso interessa mezza Italia? Sul Gratta e Vinci di Carsoli si è scatenato un autentico putiferio: tutti vogliono sapere come sono andati effettivamente i fatti e la vicenda ha assunto i contorni di un avvenimento nazionale. Ma andiamo con ordine.

La storia

Il tagliando viene acquistato a Carsoli da un cittadino di origine romena che lo dona alla sua convivente. Hanno appena preso un caffè insieme: è l’8 marzo, Festa della Donna; lui al posto della mimosa le dona il tagliando, lei ne verifica l’autenticità e poi va via dopo averlo “grattato”.

Il titolare della ricevitoria ne conferma l’autenticità, ma non si esprime ovviamente sull’identità della coppia. Insomma, tornando alla vicenda, la donna poi va via con un biglietto che testimonia la vincita di mezzo milione di euro.

E ora?

Il punto, adesso: chi ha diritto a incassare quella somma? Lei non si trova e lui non vuole rispondere al telefono anche se, a quanto riferito da chi lo conosce, ostenterebbe a una certa tranquillità. Le polemiche sono finite. Perché? I due si sono parlati? Sulla vicenda vogliono che si stenda un velo di silenzio?  È possibile.

Gli addetti ai lavori confermano che biglietti di quella cifra di solito vengono consegnati all’Ufficio Premi e Lotterie Nazionali a Roma anche se può essere conservato per giorni (in qualsiasi luogo sicuro). Fin qui la procedura che a livello legale si dà per nota, mentre molti interrogativi restano ancora in piedi.