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Transizione e ambiente

Avezzano, Confagricoltura contesta la scelta dei terreni coltivati per gli impianti fotovoltaici

Stefano Fabrizi: «La transizione ecologica non può e non deve mai trasformarsi in un pretesto per una speculazione fondiaria selvaggia

Il Fucino
Il Fucino
di Pino Veri
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AVEZZANO. Finisce a randellate (di carattere intellettuale e politico, ovviamente) la battaglia tra Confagricoltura e Regione sulla gestione delle sedi e dei terreni atti a recepire gli impianti fotovoltaici. La circostanza tra l’altro che i due maggiori contendenti e capofila dei due diversi schieramenti siano di Trasacco desta curiosità ma anche certezza che la battaglia è sulla gestione anche del Fucino. E infatti da una parte c'è Fabrizio Lobene di Trasacco dall'altra l’assessore Quaglieri dello stesso centro.

E ieri con l'ok anche di Stefano Fabrizi agguerrito sindacalista di Conf quest’ultima confederazione dà alla stampa un ennesimo documento sulla vicenda : «La transizione ecologica non può e non deve mai trasformarsi in un pretesto per una speculazione fondiaria selvaggia a discapito di chi produce cibo, difende la biodiversità e custodisce il paesaggio della nostra regione. È su questo confine invalicabile che si è consumato lo scontro politico e istituzionale sulle "aree idonee" per gli impianti fotovoltaici in Abruzzo» si legge nel documento Conf.

In un’affollata e attesissima conferenza stampa svoltasi ad Avezzano presso la sede di Confagricoltura alla presenza del Presidente Fabrizio Lobene, del Direttore Stefano Fabrizi, dei dirigenti storici Settimio Iacutone e Riccardo Federici, e della delegazione dei Giovani guidata da Erminio Pensa e Franco Cherubini, dell'organizzazione hanno consegnato ai giornalisti un corposo e inoppugnabile fascicolo documentale.

Tutte le carte, le interlocuzioni e i pareri integrali dei Ministeri sono stati diffusi «ricordando l'obbligo di tutelare in modo assoluto le aree agricole di pregio (dai vigneti intensivi alla piana del Fucino) e di non superare il limite del 3% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) calcolato su base comunale.

A questo si aggiunge la scure del Ministero dell'Ambiente (MASE), che ha denunciato la gravissima incertezza interpretativa creata. La Regione ha ecceduto i propri poteri pretendendo di individuare le aree "non idonee" anziché limitarsi a quelle "idonee", generando un buco normativo per tutte le superfici non esplicitamente menzionate. Dice nella sostanza la Conf con sede ad Avezzano e con esplicito riferimento alle aree Fucensi.