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Storia del territorio

Vasto, ossa umane trovate nella riserva naturale di Punta Aderci

Il ritrovamento di una fossa comune potrebbe essere legata a un’antica epidemia di peste: al lavoro gli studiosi

L'area in una foto d'archivio
L'area in una foto d'archivio
di Luca Di Renzo
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VASTO. ​Il recente rinvenimento di ossa umane all’interno della riserva naturale di Punta Aderci a Vasto ha acceso i riflettori sulla storia sanitaria della città. Gli esperti, intervenuti per analizzare i resti emersi dal terreno, ipotizzano la presenza di una fossa comune risalente a un’epoca segnata da violente pandemie.

La collocazione dei reperti, situati in una zona costiera isolata, supporta l’ipotesi di un’area dedicata alla sepoltura d'emergenza per le vittime della peste, pratica comune nei secoli passati per arginare il contagio lontano dai centri abitati.

​Il sito di Vasto si conferma dunque un giacimento di informazioni storiche fondamentali per ricostruire le dinamiche sociali e demografiche del territorio. La Soprintendenza archeologia delle belle arti e paesaggio monitora attentamente lo scavo, con l'obiettivo di preservare l’integrità dei reperti e condurre esami osteologici approfonditi.

Questi studi permetteranno di confermare l’origine delle patologie che colpirono la popolazione locale. La notizia ha attirato l'attenzione di numerosi studiosi di archeologia medievale e moderna, interessati a mappare i luoghi del confinamento sanitario lungo la costa adriatica.