Il blitz
Chieti, accelerano le indagini sul maxi sequestro di droga
di Luca Di Renzo

CHIETI. Gli studenti abruzzesi e teatini torneranno in classe per l'avvio del nuovo anno scolastico 2026/2027, mercoledì 16 settembre, sebbene alcuni istituti possano anticipare il rientro. In tutto il territorio regionale e nella provincia di Chieti, l'evento coinvolge 154.580 alunni, segnando un decremento demografico complessivo. La flessione, quantificata in 3.800 iscritti in meno rispetto all'anno precedente, è legata principalmente all'andamento demografico, sebbene si registrino sottolineature sindacali della Cisl Scuola riguardo alla carenza strutturale dei posti di sostegno e alle criticità legate al microclima degli edifici scolastici.
Il calo demografico
Rispetto all'anno scolastico 2025/2026, stando ai dati diffusi nei mesi scorsi dall'Ufficio scolastico regionale, si registra un calo di 3.800 iscritti. A registrare le flessioni più pesanti è la provincia di Chieti (-1.440 iscritti), seguita da Pescara (-1.273) e Teramo (-837). Più contenuto il calo in provincia dell'Aquila (-286), numeri che evidenziano però un dato in controtendenza nella scuola secondaria di secondo grado (+205 studenti), probabilmente dovuto sia al fatto che le famiglie stanno rientrando nelle zone colpite dal sisma sia alla presenza dei figli dei lavoratori impegnati nei cantieri.
Precarietà sul sostegno
I posti di sostegno in organico di diritto a tempo indeterminato passano da 3.291 del 2025/2026 ai 3.294 di quest'anno. Un incremento – sottolinea la segretaria generale Cisl Scuola Abruzzo Molise, Elisabetta Merico – di sole tre unità, assolutamente insufficiente a coprire il fabbisogno della popolazione studentesca.
In questi giorni, intanto, si sono concluse le operazioni di assunzione a tempo indeterminato di oltre 500 docenti, mentre prosegue il lavoro dell'algoritmo ministeriale per la copertura dei posti a tempo determinato. Per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno, la situazione è particolarmente preoccupante.
In Abruzzo sono state effettuate appena 86 assunzioni, a fronte di oltre 4.000 posti autorizzati dall'Ufficio scolastico regionale nell'anno scolastico scorso, pari a circa il 60% dell'organico complessivo.
Da oltre dieci anni, infatti, migliaia di insegnanti di sostegno vengono assunti ogni anno sugli stessi posti. Una situazione che penalizza i lavoratori e, allo stesso tempo, espone il ministero a continue condanne per l'abuso della reiterazione dei contratti a termine, in contrasto con la normativa europea.
Il nodo degli edifici scolastici
La segretaria della Cisl Scuola si sofferma anche sul tema del caldo: Docenti e personale Ata si troveranno ancora una volta a fare i conti con edifici scolastici che, troppo spesso, non sono adeguati alle condizioni climatiche che stiamo vivendo. Garantire ambienti scolastici sicuri, salubri e confortevoli non è un elemento accessorio, ma una condizione essenziale per poter insegnare, apprendere e lavorare bene. Per questo è necessario accelerare l'adattamento delle strutture scolastiche alle nuove e mutate condizioni climatiche estive ed autunnali.
Luca Di renzo