Chieti, processione del Venerdì Santo: l'emozione struggente del Miserere
Il rito Il corteo storico della confraternita più antica d’Italia anima il centro teatino
CHIETI. Il cuore di Chieti torna a battere all'unisono oggi, 3 aprile, al tramonto, con le note del Miserere di Saverio Selecchy, in occasione della processione del Venerdì Santo tra le strade del centro storico con partenza dalla Cattedrale di San Giustino. L'evento, curato con devozione dall'arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, rappresenta un pilastro della cultura abruzzese esportata in tutto il mondo che rievoca la Passione di Cristo attraverso un rito secolare che unisce fede, storia e identità locale.
Il corteo funebre si snoda nel suggestivo scenario del centro storico, illuminato esclusivamente dalla luce delle fiaccole e dei tripodi che creano un'atmosfera di profondo raccoglimento.
I simboli della Passione e la tradizione
Ad aprire la sfilata sono gli incappucciati, seguiti dai sette Simboli della Passione realizzati da maestri artigiani. Di particolare pregio sono il Cristo Morto, avvolto in un velo finissimo, e la statua dell'Addolorata, che avanzano tra le ali di folla silenziosa. La partecipazione dei musicisti e del coro, composto da centinaia di elementi, conferisce al rito una potenza sonora unica, capace di attirare migliaia di visitatori e fedeli da ogni parte d'Italia.
Un patrimonio di fede e identità
La manifestazione non è solo un atto religioso, ma un momento di identità collettiva per la comunità di Chieti. La cura dei dettagli, dalle tuniche dei confratelli alla perfezione dell'esecuzione musicale, testimonia un legame indissolubile con il passato. La Processione si conferma così uno degli appuntamenti più significativi del turismo religioso nazionale, capace di trasformare la città in un palcoscenico di storia e spiritualità senza tempo.
di Luca Di Renzo