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Il caso

Villa Comunale di Teramo senz’acqua, animali allo stremo

Il caso Il laghetto è quasi prosciugato: pesci in difficoltà, tartarughe sul fondo e cigni costretti a cercare ristoro vicino alle fontanelle. Cresce l’allarme

TERAMO. Il mistero della mancanza d’acqua alla Villa Comunale di Teramo sembra ormai competere con il Manoscritto Voynich e con le enigmatiche linee di Nazca. La differenza, però, è che nel cuore verde della città non c’è nulla di affascinante o archeologico: ci sono animali che rischiano di morire.

Nella giornata di ieri il livello dell’acqua nel laghetto è apparso estremamente basso. I pesci boccheggiavano, le tartarughe acquatiche erano costrette a muoversi sul fondale ormai affiorato e i cigni cercavano refrigerio sfruttando la poca acqua dispersa nei pressi delle fontanelle.

Una situazione preoccupante, resa ancora più grave dalle alte temperature estive, che possono ridurre rapidamente l’ossigenazione dell’acqua e trasformare il laghetto in una trappola per gli animali che lo popolano.

Da tempo si susseguono interrogativi sulle cause della carenza idrica e sulle competenze necessarie per ripristinare un afflusso regolare. Nel frattempo, però, la fauna della Villa Comunale continua a soffrire sotto gli occhi di cittadini e visitatori.

La domanda, a questo punto, è semplice e urgente: chi deve intervenire? E soprattutto, quanto tempo bisognerà ancora attendere prima che qualcuno ripristini il livello dell’acqua ed eviti una possibile moria?

Non servono nuove ipotesi né ulteriori rimpalli di responsabilità. Servono acqua, controlli e un intervento immediato, prima che il laghetto della Villa Comunale diventi il simbolo di un disastro annunciato.


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