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Teramo, tra immondizia e siringhe: il parcheggio abbandonato torna sotto accusa

Degrado Nell'ultimo sopralluogo il cancello era aperto e tra i rifiuti anche tracce di sversamenti di oli esausti

TERAMO. Resta aperta a Teramo la ferita di un’opera pubblica mai realmente decollata e oggi diventata simbolo di degrado e abbandono.

Il parcheggio inaugurato nel 2010 durante l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Maurizio Brucchi, costato circa 550 mila euro, continua infatti a versare in condizioni critiche senza essere mai entrato pienamente a servizio della collettività.

Il degrado

Negli anni, quell’area si è trasformata in un punto sensibile della città, tra segnalazioni di spaccio, presenza di tossicodipendenti e accumuli continui di rifiuti.

Una situazione che, secondo molti residenti, non sarebbe mai stata affrontata in maniera definitiva neppure durante i sette anni di amministrazione del sindaco Gianguido D’Alberto.

Durante l’ultimo sopralluogo effettuato nella giornata di ieri 18 maggio, il quadro appariva ancora desolante: cancello aperto, immondizia disseminata ovunque, siringhe lasciate a terra e tracce di sversamenti di oli esausti.

La richiesta dei residenti

Elementi che alimentano rabbia e sfiducia tra i cittadini della zona, ormai convinti che il problema venga affrontato soltanto a parole.

Per i residenti servirebbe un intervento immediato di bonifica da parte della Teramo Ambiente e una scelta chiara sul futuro della struttura: renderla finalmente utilizzabile oppure procedere con una chiusura definitiva per evitare ulteriori episodi di degrado.

Intanto, il parcheggio continua a rappresentare una delle immagini più evidenti delle difficoltà amministrative e del lento declino di alcune aree urbane della città.

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