SP48, la strada delle ramaglie: chi scarica gli sfalci lungo la provinciale Teramo-Torricella?
Residui vegetali Cumuli di potature compaiono lungo scarpate e banchine. Da dove arrivano? Da lavori effettuati nei terreni sovrastanti? Ora servono controlli e risposte
TERAMO. Non è più soltanto una questione di decoro. Lungo la Strada Provinciale 48, nel collegamento tra Teramo e Torricella Sicura, c'è un piccolo caso che merita di essere chiarito: in diversi punti delle scarpate e delle pertinenze stradali si incontrano accumuli di sfalci, rami, potature e materiale vegetale.
Non qualche foglia trascinata dal vento, ma depositi che fanno nascere una domanda precisa: chi li ha lasciati lì?La questione diventa ancora più interessante se si prova a ricostruire l'origine di quel materiale.
Arriva dalla manutenzione di terreni privati? Da interventi nei boschi e nelle aree sovrastanti? È stato scaricato direttamente dalla strada oppure fatto scivolare lungo le scarpate dopo operazioni di pulizia?Sono interrogativi che possono essere risolti soltanto con verifiche puntuali.Il punto, infatti, è che le pertinenze di una strada provinciale non possono trasformarsi nel luogo più comodo dove liberarsi dei residui della manutenzione del verde.
Il Codice della Strada vieta l'abbandono e il deposito di materiali sulla sede stradale e sulle sue pertinenze, così come comportamenti capaci di compromettere fossi, cunette e regolare deflusso delle acque.E proprio quest'ultimo aspetto rende il caso meno banale di quanto potrebbe sembrare.Un accumulo di ramaglie può ostruire un fosso, spostarsi durante un temporale, finire sulla carreggiata o contribuire, nei periodi più asciutti, ad aumentare il materiale combustibile presente ai margini della strada.Per questo la domanda non dovrebbe essere soltanto quando quei cumuli verranno rimossi.
La vera domanda è un'altra: da dove provengono?Sarebbe utile verificare se, nelle settimane precedenti, lungo il tratto interessato siano stati effettuati lavori di sfalcio, taglio, pulizia o manutenzione nei terreni confinanti con la provinciale e, soprattutto, chi abbia eseguito quelle operazioni.
Non significa indicare preventivamente un responsabile. Significa seguire una traccia.La SP48 è sotto gli occhi di tutti e anche i residui lasciati nelle scarpate sono visibili a chiunque percorra quotidianamente quella strada. Per questo un controllo della Polizia Provinciale potrebbe chiarire rapidamente natura, provenienza e responsabilità degli accumuli.
Se si trattasse di materiale abbandonato abusivamente, occorrerebbe individuare gli autori. Se invece esistesse una spiegazione diversa, sarebbe altrettanto importante renderla pubblica.
Perché una provinciale non dovrebbe diventare il punto terminale degli sfalci di qualcun altro. E soprattutto perché, quando gli stessi accumuli si ripetono lungo una strada, smettono di essere soltanto ramaglie.
Diventano una domanda. E qualcuno, prima o poi, dovrebbe rispondere.