Presunto estremista abruzzese arrestato a Roma: le indagini e l'arresto - VIDEO
L'indagine Gli investigatori hanno fornito i dettagli sul 26enne originario della provincia di Teramo
L'AQUILA. C'era il pericolo che dalla propaganda passasse all'azione terroristica. Oggi, 4 aprile, conferenza stampa alla Questura dell'Aquila, per illustrare l'arresto a Roma del 26enne, nato a Giulianova ma residente a di Tortoreto (Teramo), anarchico che sui social insegnava, grazie ai suoi 200mila follower, come realizzare bombe e armi e istigava all’azione.
L'accusa di addestramento al terrorismo e apologia di reato
All'illustrazione dell'operazione "Paint It Black" sono stati il procuratore Alberto Sgambati, il sostituto procuratore Roberta D’Avolio, il Questore del capoluogo abruzzese, Fabrizio Mancini, il dirigente della Digos dell'Aquila Roberto Mariani e il primo dirigente Cristiano Leggeri, direttore della terza divisione del servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica.
«L’attività di indagine è partita da un’analisi del social media in uso al soggetto - dice il dirigente della Digos Roberto Mariani - con i primi riscontri risalgono al dicembre 2025. Ci siamo resi conto del progressivo e continuo escalation del comportamento del soggetto.
Le perquisizioni
L’arresto è stato eseguito a Roma, in un’abitazione nelle vicinanze del Parco degli Acquedotti. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di dispositivi elettronici, armi bianche, munizionamento, fertilizzante e batterie, materiale che ha dato riscontro agli elementi raccolti nel corso dell’indagine.
Comunque le indagini vanno avanti, ma al momento non emergono collegamenti con la vicenda dei due anarchici morti a Roma. L'arrestato fa parte degli anarco-primitivista e di matrice accelerazionista, una diversa area da quelli che sono morti, a causa dell'esplosione della bomba che stavano preparando. Per ora c'è la differenza tra i contesti investigativi e la diversa matrice ideologica dei due casi».
Il Procuratore Alberto Sgambati, dopo aver fatto un plauso a tutta la polizia, «C'è la soddisfazione di essere arrivati prima che potesse succedere qualcosa di grave. Il web è uno strumento sempre più utilizzato da chi delinque e quindi deve essere attenzionato».
La dottoressa D’Avolio, sostituto procuratore, ricorda che «si è partiti da un monitoraggio della rete internet. La condotta dell’uomo ha destato particolare preoccupazione».
Il seguito: 200mila follower
Leggeri, direttore della terza divisione del servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica dichiara che «la persona arrestata contava 200mila follower sul suo canale Instagram. Una vera e propria emergenza, visto che sono diversi i fenomeni che maturano sul web. Bisogna insistere sulla necessità di cogliere in tempo i segnali negli ambienti digitali estremisti. I giovani devono sapere che il web non è una zona franca, non è un luogo nel quale si rimane impuniti».
L’attività del giovane teramano non si sarebbe limitata alla diffusione di materiale tecnico. L’indagato avrebbe infatti pubblicato contenuti di propaganda, incitando alla ribellione e alla rivoluzione contro il sistema tecnologico e democratico attuale. Alla base dell’attività, secondo gli investigatori, ci sarebbe un’ideologia anarco-primitivista ed estremista, orientata alla distruzione della società tecnologica per un ritorno a uno stato primitivo. In questo contesto, l’uomo esaltava apertamente le azioni di Kaczynski, indicato come modello da emulare.