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L'intervento

L'Aquila, operazione "Coca Delivery": 25 arresti

L'intervento L'azione dei Carabinieri è scattata all'alba di oggi, 27 maggio, su tre sodalizi criminosi composti tutti da albanesi e da un solo italiano

L'AQUILA. Non sono passati inosservati ai Carabinieri dell'Aquila i piccoli spacci di dosi di cocaina soprattutto nel capoluogo abruzzese e poi a Roma e in Toscana. Non erano casi isolati, ma c'era dietro una vera e propria regia dall'Albania che era collegati a tre sodalizi criminosi.

Questa mattina, 27 maggio, alle prime luci dell’alba, su delega della Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di L’Aquila, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di L’Aquila, con il supporto dei Comandi Arma competenti per territorio, di un equipaggio del 16° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Rieti, di due unità cinofile per la ricerca di stupefacenti del Nucleo Cinofili Carabinieri di Chieti e di due Squadre di Intervento Operativo (S.I.O.) dell’8° Reggimento Carabinieri “Lazio” e del 10° Reggimento Carabinieri “Campania”, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo, nei confronti degli appartenenti a tre sodalizi criminali, indagati per i reati di “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti” e “detenzione illecita di sostanze stupefacenti, continuata in concorso”.

Gli arresti

Gli arrestati sono 25, mentre 11 persone hanno il divieto di dimora in Abruzzo. Sono tutti albanesi ad eccezione di un italiano.

L’attività investigativa, condotta sotto il costante coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo abruzzese, convenzionalmente denominata "Coca Delivery", è stata avviata nel mese di gennaio 2025, a seguito di alcuni arresti per “spaccio” operati in flagranza di reato.

Nel corso delle indagini, i militari del Nor della Compagnia Carabinieri di L’Aquila, con la collaborazione delle dipendenti Stazioni Carabinieri di Sassa e Montereale, hanno documentato il progressivo sviluppo di originali modalità di organizzazione delle attività illecite, finalizzate non solo a massimizzare il profitto, ma anche al raggiungimento della più elevata protezione possibile rispetto agli interventi delle forze dell'ordine ed alla neutralizzazione degli effetti di eventuali arresti.

Nello specifico, i vertici dell’associazione criminale provvedevano a reclutare all’estero, in particolare in Albania, soggetti di giovane età, tra i 20 e i 22 anni, facendoli giungere in Italia con visto turistico e fornendo loro il necessario supporto logistico (automobili a noleggio, telefoni cellulari e relative sim, sistemazioni alloggiative generalmente ubicate nelle zone periferiche del capoluogo o nei comuni limitrofi).

L’associazione faceva inoltre affidamento sulla condizione di incensuratezza dei soggetti stranieri a cui veniva affidata la vendita al dettaglio della cocaina. Gli stessi, infatti, alle prime attenzioni da parte delle Forze di polizia o in caso di arresto, all’atto della scarcerazione si rendevano immediatamente irreperibili per poi fare definitivo rientro nel paese d’origine.

L’analisi complessiva degli esiti d’indagine ha permesso agli inquirenti di retrodatare al 2022 il periodo di contestazione del reato associativo previsto dall’articolo 74 del Decreto del presidente della Repubblica 309/1990, delineando i profili di tre sodalizi criminali, paritetici e cooperanti tra loro, che si sono alternati, senza soluzione di continuità, nella gestione del mercato della cocaina nel capoluogo e nei comuni limitrofi.

Nel corso della complessa ed articolata attività di indagine, i Carabinieri della Compagnia di L’Aquila hanno operato 16 arresti in flagranza per i reati di detenzione, cessione, trasporto e vendita illecite di sostanze stupefacenti e sequestrato circa 1 chilogrammo di cocaina. Il volume di affari è stato quantificato in 125.000 euro, considerata l’acclarata cessione di circa 3.200 dosi di stupefacente.

Sono oltre 100, inoltre, le persone segnalate quali assuntori di sostanze stupefacenti alle Prefetture dei luoghi di residenza.

A conclusione delle indagini sono stati contestati 135 capi d’imputazione nei confronti di 40 indagati.

Nella mattinata di oggi, 27 maggio, i militari dell’Arma aquilana hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti degli indagati rintracciati nel territorio nazionale. È stato avviato l’iter procedurale finalizzato all’esecuzione del provvedimento nei confronti degli indagati localizzati all’estero.

«Un plauso ai Carabinieri - ha dichiarato il Procuratore Distrettuale Alberto Sgambati, nella conferenza stampa nel Comando Provinciale dei Carabinieri all'Aquila - visto che sono riusciti a intuire che dietro a piccoli cessioni di cocaina c'era dietro qualcosa di più grande e pericoloso: tre sodalizi criminosi, con la regia in Albania. Un ringraziamento in particolare al colonello Salvatore Del Campo, comandante provinciale dei carabinieri dell'Aquila. Ricordo alla cittadinanza che le forze dell'ordine lavorano in silenzio e devono avere la fiducia in loro e dare anche collaborazione».

La Pm Roberta D'Avolio ha aggiunto: «L'abilità degli investigatori è stata proprio quella di mettere insieme tanti episodi che sembravano scollegati. Questa operazione non risolve il problema della droga”, ha detto la D’Avolio. “Ma rappresenta un colpo importante a organizzazioni criminali che operavano stabilmente sul territorio. I Militari dell'Arma sono riusciti a ricollegare gli andirivieni di giovanissimi dall'Albania, che dopo essere stati arrestati e tornati in libertà, tornavano in Albania. Si è scoperto che per l'autonoleggio delle auto era sempre la stessa persona. Nascondevano le dosi nelle zone boschive dell'Aquila».


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