L'incidente
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di Giancarlo Falconi

PESCARA. Nasce dai cereali coltivati nei campi di Abbateggio, il "Pane del Parco". E, impresso sulla crosta, un segno che richiama il lupo, figura emblematica del Parco stesso, a sottolineare il legame diretto tra alimento e ambiente naturale. Sarà via via disponibile nei punti vendita Mercato del Pane di Chieti, Pescara, Montesilvano e Francavilla al Mare.
L'idea
L'iniziativa, grazie alla collaborazione tra il Parco della Maiella e Mercato del Pane - tra i fondatori del Gruppo Breaders, società benefit certificata B Corp© - punta al sostegno alle aree montane interne come luoghi di agricoltura attiva, tutela ambientale e valorizzazione della biodiversità.
L'obiettivo con cui negli anni si è sviluppato un progetto grazie al quale il Parco Nazionale della Maiella ha riportato l'attenzione su filiere legate a legumi tradizionali, miele da apicoltura sostenibile, olio extravergine d'oliva da cultivar autoctone, vino, formaggi, frutta antica e ortaggi.
L'approccio biologico non convenzionale
Le pratiche agricole adottate nella coltivazione di segale e farro seguono un approccio biologico non convenzionale, privo di aratura, diserbo e sostanze chimiche, che favorisce l'equilibrio naturale del suolo e contribuisce al recupero di varietà agronomiche locali e alla valorizzazione dei paesaggi agricoli storici.
Alla presentazione del progetto - a Pescara nel Museo delle Genti d'Abruzzo - hanno partecipato il direttore del Parco Nazionale della Maiella e Geoparco Unesco, Luciano Di Martino, anche responsabile del Centro di Conservazione della biodiversità vegetale dell'Abruzzo, il commissario straordinario del Parco, Lucio Zazzara, insieme a Luigi Morsella, co-Founder di 'Mercato del Pane', Aurelio Manzi, etnobotanico e storico dell'agricoltura, e Davide Longoni, presidente del Gruppo Breaders, maestro panificatore e titolare di 'Davide Longoni Pane'.
Un terroir del Parco
«Il Pane del Parco si avvicina al concetto di terroir, tipico del mondo del vino», spiega Morsella che prosegue: «Racconta il luogo da cui proviene e le sue trasformazioni nel tempo, rendendo percepibili le specificità ambientali e culturali che lo generano».
«Il cibo è una delle massime espressioni della cultura italiana e il pane rappresenta un elemento identitario fortissimo - ha dichiarato Di Martino -. Vogliamo sviluppare una linea di prodotti che nasca nel Parco e continui a mantenere un forte legame con il territorio e le sue pratiche».
Il Pane del Parco