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Sanità

Teramo, visite ginecologiche dirottate: organizzazione o passo indietro?

Dopo le prime segnalazioni emerse nelle scorse ore, continuano ad arrivare testimonianze concordanti sul nuovo servizio

L'ospedale di Teramo
L'ospedale di Teramo
di Giancarlo Falconi
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Cosa sta accadendo davvero alla sanità territoriale teramana? La vicenda, denunciata da Abruzzo Daily, delle visite ginecologiche spostate dall’ospedale Mazzini di Teramo verso altre sedi, come Casalena e Montorio, solleva interrogativi che vanno oltre una semplice riorganizzazione interna.

Dopo le prime segnalazioni emerse nelle scorse ore, continuano ad arrivare testimonianze concordanti. Diverse pazienti riferiscono di essere state contattate telefonicamente da operatori di un call center, incaricati di comunicare lo spostamento degli appuntamenti già fissati. Nessuna modifica di data o orario, ma un cambiamento di sede che, nella pratica, si traduce in nuovi disagi organizzativi per chi aveva pianificato visite e spostamenti in base all’accesso ospedaliero.

Il punto centrale resta uno: non si tratta di un aumento delle prestazioni, ma di una loro redistribuzione sul territorio. Un’operazione che, almeno sulla carta, potrebbe apparire neutra, ma che nei fatti rischia di incidere sulla qualità percepita del servizio e sull’accessibilità per le pazienti.

Intanto, dalle ultime indiscrezioni, ancora in attesa di conferme ufficiali, emergerebbe un possibile ripensamento ai vertici della direzione generale — attualmente priva del direttore sanitario Maurizio Brucchi — che starebbe valutando la riapertura dell’ambulatorio di Ginecologia al Mazzini.

La situazione resta in evoluzione. E mentre le segnalazioni continuano ad aumentare, l’impressione è che il quadro reale stia emergendo solo ora, pezzo dopo pezzo. Da parte nostra, il monitoraggio proseguirà.