Maltempo
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di Giancarlo Falconi

TERAMO. Non è un semplice messaggio di congratulazioni quello che accompagna la nomina di Maurizio Brucchi. La sua designazione a Direttore regionale della sanità abruzzese, anticipata già nei giorni scorsi da Abruzzo Daily, era nell’aria da tempo e si è ora tradotta in un incarico triennale che, almeno sulla carta, non escluderebbe una futura candidatura alla guida della Asl di Teramo.
Eppure, più che gli auguri, a emergere è il peso delle responsabilità. Brucchi arriva infatti da un ruolo delicato: quello di referente per le liste d’attesa regionali, uno dei nodi più critici del sistema sanitario. Un ambito in cui i numeri raccontano una realtà difficile da ignorare.
Basti pensare a quanto accaduto appena ieri: per un ecodoppler dei vasi sovraortici, un cittadino teramano si è visto assegnare come prima disponibilità marzo 2029. Tradotto, significa tre anni di attesa — 36 mesi, 1.095 giorni — un tempo che stride con qualsiasi idea di tempestività delle cure.
È proprio da qui che nasce la riflessione. Più che rivolgersi al nuovo direttore, gli “auguri” sembrano indirizzati a un’intera comunità: a chi ogni giorno si confronta con ritardi, disservizi e attese incompatibili con il diritto alla salute. Perché la vera sfida non è la nomina in sé, ma la capacità di restituire ai cittadini una sanità più accessibile, efficiente e, soprattutto, più umana.