Il caso
Montesilvano, violenta lite: gravissimo un 22enne
di Paolo Renzetti

PESCARA. Ha preso il via al Tribunale di Pescara, il processo penale a carico dell'ex direttrice del carcere di San Donato, Armanda Rossi.
L'ex vertice dell'istituto penitenziario pescarese è chiamata a rispondere delle accuse di omissione d'atti d'ufficio, scaturite a seguito di una serie di ispezioni e rilievi formali mossi dalla magistratura di sorveglianza, nonché da ripetuti esposti presentati dagli stessi detenuti. La prima udienza dibattimentale, che segna l'apertura formale del procedimento giudiziario, si è celebrata nei giorni scorsi, accendendo nuovamente i riflettori sulla gestione interna della struttura carceraria abruzzese.
L'accusa
L'inchiesta giudiziaria trae origine da una serie di criticità strutturali e gestionali accumulate nel tempo.
Secondo l'impianto accusatorio, l'ex direttrice avrebbe reiteratamente ignorato i provvedimenti d'urgenza e le prescrizioni messe nero su bianco dai magistrati di sorveglianza. Tali atti imponevano interventi tempestivi per garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti e la salubrità degli ambienti carcerari.
A far precipitare la situazione sono stati i dettagliati esposti firmati dai detenuti di San Donato, i quali denunciavano condizioni di vita degradanti, carenze nell'assistenza sanitaria interna e una sistematica assenza di risposte da parte della direzione generale. L'omissione contestata riguarda proprio la mancata adozione di quegli atti amministrativi e organizzativi che, per dovere d'ufficio, l'indagata avrebbe dovuto compiere senza ritardo.
In aula
Nel corso della prima fase del processo, l'ufficio del Pubblico Ministero ha depositato la lista dei testimoni e la documentazione relativa alle ispezioni ministeriali e sindacali effettuate all'interno del penitenziario. La difesa dell'ex direttrice, dal canto suo, respinge ogni addebito, sostenendo che le mancate risposte fossero da imputare alla cronica carenza di personale e ai limiti di bilancio imposti dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria .
Il procedimento penale davanti al Tribunale monocratico di Pescara proseguirà nei prossimi mesi con l'audizione dei primi testimoni chiave, tra cui esponenti della polizia penitenziaria e rappresentanti dei garanti dei detenuti. L'esito di questo giudizio potrebbe segnare un importante precedente in materia di responsabilità oggettiva e penale dei dirigenti della pubblica amministrazione carceraria in Italia.