Voto
Avezzano, proclamazione ufficiale del sindaco
di Pino Veri

SANTE MARIE. A elezioni amministrative completate e mentre tutti analizzano i numeri occorre però invece sottolineare aspetti inediti e clamorosi: uno di questi è costituito dall’elezione di Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie per la settima volta.
Nato a Sante Marie 68 anni fa ci è rimasto per tutta la vita passando dalla culla (a quei tempi si nasceva in casa) alla poltrona di Primo Cittadino.ed ora è confermato sindaco dopo essere passato attraverso l’esperienza regionale come assessore Pd e per due volte eletto alla Provincia. Ed è proprio questa la nota dolens. «Il Pd? - esordisce - solo un ricordo che mi brucia. Io abituato a confrontarmi, ad esprimere le mie idee e poi discutere con gli altri...e ora?».
Ma allora Berardinetti è diventato un civico? Un Vincenzo De Luca della situazione che a Salerno vince per la quinta volta e senza il simbolo del Pd? Forse ma non facciamo il paragone che potrebbe non essere bene accetto. «Sì ho superato il 70 per cento e il mio rivale Roberto Lattanzi è stato mio caro amico dal punto di vista politico. Improvvisamente nemico...sempre politico ovviamente.» Il sindaco si ferma un po’ e manifesta un certo rimpianto poi continua: «Ho lavorato e lavoro per la mia Sante Marie che ho trasformato. Ora è un centro d’eccellenza con la sua postazione montana con i Cammini e con tutto il resto. Ma rimpiango il confronto, la manifestazione condivisa delle idee». Ma questo partito ora non esiste più? «Sì, questo modo di fare politica, Pd a parte, mi pare venir meno. Ora penso ad altro qui la gente mi vuole bene, si vive bene e resto qui con compiacimento».