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di Redazione L'Aquila

AVEZZANO. È stato un confronto democratico importante, nel quale ha vinto la partecipazione e si è affermato il ”No” a livello nazionale. Tuttavia, in Abruzzo emerge un dato politico significativo: l’unica provincia in cui ha prevalso il ”Sì” è quella dell’Aquila, trainata in particolare dai comuni della Marsica.
Ancora più rilevante è il risultato di Avezzano, unico comune di grandi dimensioni della regione dove il ”Sì” risulta maggioritario. C’era da aspettarselo che, insomma il ”Si” al referendum che ad Avezzano ha avuto un (atteso) successo non scatenasse polemiche. Perché all’Aquila le cose sono andate diversamente.
Lo schieramento per il sì
E dunque è opportuno sentire i commenti facendo intervenire gli opposti schieramenti dal momento che il ”No” ha annunciato una nuova manifestazione in piazza ma sui ”Si” ad Avezzano intervengono due autorevoli personaggi: l’assessore regionale Mario Quaglieri e il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia, entrambi impegnati sul ”Si”.
Scrivono che «Si tratta di un segnale politico chiaro che premia un lavoro capillare sul territorio e una presenza costante tra i cittadini. Insieme abbiamo intrapreso un’iniziativa unitaria girando anche con un camper per raggiungere i comuni e per garantire un rapporto sempre diretto con i cittadini. I risultati premiano il nostro lavoro. Nei comuni della Marsica abbiamo riscontrato entusiasmo, partecipazione e un forte senso di coinvolgimento, frutto di un impegno quotidiano e diretto».
il fronte del no
Ma sull’altro fronte inteviene Mario Casale, membro del comitato del NO ad Avezzano e membro del Patto per Avezzano con Roberto Verdecchia sindaco che scrive ad Abruzzo Daily: «Segnalo ai due autorevoli e distratti esponenti regionali di FdI, l’uno assessore e l’altro capogruppo, che il NO in Abruzzo ha vinto. Anche se l’Abruzzo da qualche anno è una specie di roccaforte della destra meloniana. In questo caso, però, i cittadini abruzzesi, liberi da qualsiasi condizionamento, come contributi a pioggia o promesse mai mantenute, hanno espresso un voto convinto per difendere la Costituzione. Pertanto, appare consolatoria e infantile celebrare la vittoria del Sì ad Avezzano e Trasacco; peraltro è abbastanza normale che nelle realtà di destra prevalga il Sì. Ma stavolta è fallito il meccanismo che aveva portato alle passate elezioni regionali Avezzano e la Marsica ad essere determinanti nella vittoria della destra meloniana. Anzi in questa occasione lo schieramento di destra, sia rispetto alle elezioni regionali che alle elezioni di Avezzano, ha perso migliaia di voti. E questo risultato si deve ai giovani e alle donne che si sono mobilitati, ma anche al comitato spontaneo del NO ad Avezzano che, unico tra i soggetti impegnati, ha svolto una manifestazione ad Avezzano che ha contribuito a ridurre il margine del vantaggio della destra. Ricordo tali vicende per indurre i promotori del Sì ad avviare una riflessione autocritica e meno consolatoria sulla sconfitta del Sì e della Presidente del Consiglio, ma soprattutto per rispettare gli elettori abruzzesi che in piena libertà hanno decretato la sconfitta del governo. Hanno vinto i giovani, le donne, le regioni del sud, compreso l’Abruzzo, ma soprattutto ha vinto la Costituzione che la destra maneggia sempre incautamente perché in essa fa fatica a riconoscersi. In questo quadro elettorale e politico rischia di fallire l’altro disegno velleitario della destra ad Avezzano e cioè conquistare alla prossime elezioni comunali della città la maggioranza e l’opposizione in consiglio e avere il consenso totale. In democrazia non può essere così, essa è tale se si confrontano e dialogano maggioranza e opposizione vera»