Arte
L'Aquila, Deodato arte sceglie il capoluogo abruzzese per la sua nuova galleria
di Redazione L'Aquila

AVEZZANO. È stata lunga ed articolata l’arringa dell’avvocato Stefano Guanciale che assieme a Berardino Terra costituisce la difesa di Andrea Leombruni di San Benedetto dei Marsi, il quale dovrà rispondere di «uccisione di animale con l’aggravante della crudeltà e di esplosione di colpi in luogo abitato».
La storia è nota e parla del fatto che la notte del 31 agosto 2023, a San Benedetto dei Marsi, all’interno della sua proprietà, Leombruni sparò con un fucile all’orsa Amarena, ferendola a morte. Guanciale nel suo intervento ha soppesato ogni circostanza riguardante la costituzione di parte civile di tutte le associazioni ambientaliste. Tutte che vogliono accusare Leombruni, sdegnate dal suo presunto intervento inconsueto e feroce contro l’orsa Amarena avanti alla quale si trovò improvvisamente e di notte.
Guanciale, una dopo l’altra, ha preso in esame le parti civili denunciando alcune irregolarità di citazione. Alcune residenti, ad esempio, in luoghi molto distanti dalla Marsica, altre che hanno presentato denuncia senza firma occulta, altre con un timbro ritenuto anonimo e così via.
La giudice D’Orazio ha deciso di dare la possibilità di regolarizzare la loro posizione alle parti civili entro il 5 di giugno, giorno al quale è stata rinviata l’udienza. Democratica, liberale e principalmente obiettiva la decisione della giudice che vuole vederci chiaro. Il tutto non assolve Leombruni né lo condanna: del resto a questo servono i processi a stabilire la realtà dei fatti demolendo postazioni che spesso vengono ritenute facilmente vincenti.
La giudice è stata anche, come dire, veloce, stabilendo il termine del 3 giugno per depositare le controdeduzioni. E ora si va avanti. Il decreto di citazione come ormai noto, è stato depositato dal procuratore Maurizio Maria Cerrato e dunque tutto è ripartito dopo lo stop imposto dalla giudice Francesca D’Orazio, che lo scorso 19 gennaio, nella prima udienza dibattimentale, ha passato al pubblico ministero gli atti dell’inchiesta, accogliendo l’eccezione «di nullità per irregolarità dell’atto di citazione a giudizio dell’imputato». Il plantigrado fu raggiunto a un fianco da un proiettile artigianale calibro 12 che le perforò un polmone.