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Ricostruzione

L'Aquila, Biondi su San Massimo e Teatro comunale: «Entro il 2026 agibili due simboli della rinascita»

Il primo cittadino del capoluogo abruzzese è sicuro che entro la fine dell'anno torneranno a nuova luce per i cittadini dopo il terremoto 2009

La cattedrale di San Massimo
La cattedrale di San Massimo
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. «Il lavoro portato avanti in questi anni sulla Cattedrale di San Massimo è stato anche, e soprattutto, quello di superare un ostacolo normativo che per troppo tempo ha bloccato la ricostruzione dell’edilizia religiosa nella nostra città. Mi riferisco alla norma del 2015 che impediva la ricostruzione degli edifici di culto non sottoposti a vincolo e che ha di fatto paralizzato numerosi interventi. Grazie a un’iniziativa che abbiamo promosso come Comune, il Governo è intervenuto con la Legge di Bilancio 2026, superando questo limite e restituendo una prospettiva concreta a tanti luoghi fondamentali per la vita delle nostre comunità».

Così il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, in occasione delle celebrazioni per la festa di San Massimo e dell’incontro con la stampa organizzato al Duomo, stamani 20 giugno, dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo.

«È un risultato importante, che si inserisce in un impegno più ampio assunto anche davanti alla più alta autorità della Chiesa, Papa Francesco, in occasione della sua visita all’Aquila su sollecitazione del cardinale Giuseppe Petrocchi. In quell’occasione abbiamo ribadito la volontà di restituire nel minor tempo possibile la Cattedrale di San Massimo, non solo come straordinario edificio di culto, ma come luogo simbolo dell’identità cittadina - ha aggiunto il primo cittadino del capoluogo abruzzese -. Pur nella complessità delle lavorazioni – ha proseguito Biondi - l’obiettivo è quello di arrivare a un traguardo significativo entro il 2026. Sarebbe un segnale forte: da un lato il Teatro comunale e dall’altro la nostra Cattedrale, due simboli della rinascita che testimoniano l’accelerazione che abbiamo voluto imprimere alla ricostruzione. Il riconoscimento dell’Aquila come Capitale italiana della Cultura ha rappresentato uno stimolo concreto in questa direzione, contribuendo a rafforzare il ruolo della città come modello nazionale, capace di coniugare tutela, valorizzazione e rilancio»

Pierluigi Biondi ha concluso: «In questo percorso c’è piena sintonia con la Soprintendenza e con il ministero della Cultura. Il Comune, insieme agli Uffici speciali, ha messo in campo tutte le energie disponibili per restituire il maggior numero possibile di edifici religiosi alle rispettive comunità, consapevoli che questi luoghi non sono solo patrimonio storico e artistico, ma veri e propri presìdi di socialità».