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L'appuntamento

L'Aquila, Ars Trio di Roma & Ars Ludi: un concerto di percussioni, suoni e suggestioni del tempo

L'appuntamento è in programma all'interno del cartellone numero 80 della Barattelli

L'Aquila, Ars Trio di Roma & Ars Ludi: un concerto di percussioni, suoni e suggestioni del tempo
di Redazione L'Aquila
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L’AQUILA. Oggi, domenica 19 aprile, alle ore 18, l’Auditorium del Parco ospita un appuntamento di grande interesse e rilievo per la musica da camera e contemporanea, nell’ambito della ottantesima stagione della Società auilana dei concerti “Bonaventura Barattelli”.

Protagonisti sono l’Ars Trio di Roma composto da Laura Pietrocini, pianoforte; Marco Fiorentini, violino; Valeriano Taddeo, violoncello e Ars Ludi formato dai tre percussionisti Antonio Caggiano, Rodolfo Rossi e Gianluca Ruggeri.

Formatosi sotto la guida del Trio di Trieste presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena, l’Ars Trio di Roma è tra le più affermate formazioni cameristiche italiane. Vincitore del 1° Premio al Concorso Internazionale “Città di Pinerolo” e del 1° Premio assoluto al prestigioso “Premio Trio di Trieste”, il Trio è stato l’ultimo ensemble italiano a ottenere questo riconoscimento.

Fondato a L’Aquila nel 1987 Ars Ludi è uno dei più importanti ensemble italiani dedicati alla musica per percussioni. Premiato nel 2022 con il Leone d’Argento alla Biennale Musica di Venezia, il gruppo si distingue per un’attività internazionale che coniuga interpretazione del repertorio contemporaneo e progetti multidisciplinari e di teatro musicale.

Il programma attraversa il Novecento elaborando il tema della “citazione”, intesa non come semplice omaggio ma come stratificazione di memorie sonore, di linguaggi che riemergono trasformati.

Il concerto si apre con il Trio per violino, violoncello e pianoforte di Charles Ives, composto tra il 1904 e il 1905, un’opera emblematica del compositore americano: riflette la visione di un autore che non separa musica colta e musica popolare, ma le sovrappone in una scrittura fatta di politonalità e poliritmia.

Segue Rain Tree (1981) di Tōru Takemitsu, per tre percussionisti. Ispirato a un racconto di Kenzaburō Ōe, il brano evoca l’immagine di un albero che continua a far cadere gocce di pioggia anche dopo il temporale. La scrittura, sospesa e rarefatta, riflette una concezione del suono profondamente legata all’estetica giapponese, in cui silenzio e risonanza sono elementi essenziali.

Chiude il programma la Sinfonia nnumero 15 di Dmitrij Šostakovič, proposta nell’arrangiamento di Viktor Derevianko per trio e percussioni. Ultima sinfonia del compositore (1971), è una delle sue opere più enigmatiche: accanto a una scrittura apparentemente limpida, emergono anche citazioni di Rossini e Wagner, che si presentano come indizi di un discorso da esplorare. La trascrizione approvata dallo stesso Šostakovič, non è una semplice riduzione ma una vera rilettura cameristica, che mette in luce la natura intima e allusiva della partitura.

Un appuntamento imperdibile che celebra l’incontro tra tradizione e contemporaneità in un dialogo sonoro di grande suggestione.