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di Redazione L'Aquila

Nuovo capitolo nella vicenda della cosiddetta “famiglia del bosco”. La sezione minorile della Corte d’Appello dell’Aquila ha rigettato il ricorso presentato dai legali di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, confermando l’allontanamento della madre dalla casa famiglia di Vasto, dove da novembre vivevano i tre figli dopo la sospensione della responsabilità genitoriale.
La decisione dei giudici e le perplessità della Garante
Il provvedimento, risalente al 6 marzo, aveva imposto a Catherine di lasciare la struttura, separandola dai bambini. Una scelta che aveva già sollevato dubbi e che ora viene confermata anche in secondo grado.
Il ricorso dei legali: “Decisione basata su valutazioni unilaterali”
Nel ricorso di 37 pagine depositato il 18 marzo, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas avevano contestato l’impianto dell’ordinanza del Tribunale per i minorenni, ritenuto fondato quasi esclusivamente sulle relazioni dei servizi sociali, giudicate molto severe nei confronti della madre. Secondo la difesa, non sarebbe stata adeguatamente considerata la relazione della Asl, che invece invitava a favorire la continuità dei legami familiari e a ripristinare una quotidianità affettiva stabile. Dopo l’allontanamento, Catherine ha potuto vedere i figli una sola volta, il 1° aprile. Per il resto, i contatti sono avvenuti tramite videochiamate.
Il tentativo di ricongiungimento e la nuova casa a Palmoli
La famiglia sperava che il ricorso potesse aprire la strada a un rientro della madre nella quotidianità dei bambini. In quest’ottica, Nathan Trevallion aveva firmato un contratto con il Comune di Palmoli per l’utilizzo di un’abitazione conforme agli standard igienico-sanitari richiesti dal Tribunale per un eventuale ricongiungimento. Questa scelta era stata compiuta dopo la prima ordinanza del novembre 2025, quando i minori erano stati allontanati dalla casa nel bosco ritenuta inadeguata, ma inizialmente accompagnati dalla madre.
Le criticità iniziali sarebbero state superate
Nel ricorso, i legali sottolineavano come i problemi strutturali e ambientali che avevano portato alla misura cautelare fossero stati affrontati e risolti. A supporto della loro tesi, erano state depositate anche diverse relazioni dei consulenti di parte – lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello – che descrivevano le condizioni dei bambini all’interno della casa famiglia di Vasto.
Una vicenda ancora aperta
Nonostante la decisione della Corte d’Appello, la situazione resta in evoluzione. La famiglia attende ora di capire quali saranno i prossimi passaggi e se vi saranno ulteriori margini per rivedere le modalità di incontro tra madre e figli.