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L'operazione

Avezzano, blitz della Finanza in casa di un noto imprenditore

il gruppo era coadiuvato da unità cinofile specialistiche, secondo alcune ipotesi "cash dog"

Avezzano, blitz della Finanza in casa di un noto imprenditore
di Pino Veri
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AVEZZANO . Blitz della Guardia di Finanza, ieri 8 aprile, ad Avezzano in casa di un noto imprenditore avezzanese del quale per ora non è possibile fare il nome ai sensi della legge Cartabia. Si sa comunque che i Finanzieri si sono presentati in casa dell'operatore economico su input della Procura distrettuale dell’Aquila e vi sono rimasti dalle sei di questa mattina presumibilmente per una perquisizione.

Dal via vai che tutti hanno potuto osservare (numerose le telefonate dei cittadini che hanno chiesto informazioni) i finanzieri impiegati potrebbero essere una decina ma il numero è assolutamente immaginario dal momento che, insomma il continuo scambio di ruoli non ha permesso di effettuare un conto preciso. Non solo ma il gruppo era coadiuvato da unità cinofile specialistiche.

E dunque attorno a piazza Risorgimento si sono concentrati parecchi avezzanesi per mera curiosità. E qualche esperto cinofilo qua e là ha potuto sommessamente ipotizzare che si trattasse di cash dog, e cioè di cani abilitati alla caccia di denari. Possibile? A quanto pare i fedeli animali sanno riconoscere dal fiuto la provenienza di denari.

È dunque possibile ipotizzare che la Finanza cerchi denari e ancora è possibile credere che si tratti di riciclaggio o meglio autoriciclaggio? La letteratura di settore spiega che alcuni imprenditori che operano in nero abbiano necessità di autoriciclare denaro in altre imprese.

Attenzione: qui siamo proprio all'immaginifico e del, resto dal momento che la presenza dei finanzieri si allunghi in tal modo fa pensare che, insomma l’interessato possa riuscire del tutto giustificato da questa operazione ed abbia saputo e potuto spiegare lui stesso la sua posizione e poi l’interesse per la sua persona.

Andiamoci piano dunque con i giudizi e le notizie alla luce del fatto che insomma, chi è sotto inchiesta ha tutte le possibilità di essere sottoposto a vari gradi di giudizio prima di passare per colpevole agli occhi dei concittadini e dell'opinione pubblica.