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Morti sul lavoro

Tragedia alla ex Sabino Esplodenti: sette indagati e mobilitazione sindacale

Dopo la morte del 59enne Carlo Piscopo, la Procura notifica i primi avvisi di garanzia. I sindacati chiedono giustizia e norme più stringenti sulla sicurezza sul lavoro

Vigili del fuoco e forze dell'ordine nei pressi dello stabilimento
Vigili del fuoco e forze dell'ordine nei pressi dello stabilimento
di Luca Di Renzo
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CASALBORDINO. Sette avvisi di garanzia per omicidio colposo, lesioni colpose e violazione delle norme di sicurezza sono stati emessi dalla magistratura, coinvolgendo sei persone fisiche e la società ex Sabino Esplodenti, allo stabilimento di Casalbordino, in relazione all’incidente mortale dello scorso 9 luglio, a seguito della tragica scomparsa del lavoratore 59enne Carlo Piscopo e del ferimento di un collega di 54 anni.

L'indagine e l'autopsia

In vista dell'autopsia, fissata per mercoledì 15 luglio all'ospedale di Chieti e affidata al medico legale Pietro Falco, la Procura ha mosso i primi passi ufficiali. L'ipotesi di reato configura responsabilità penali per sei indagati e una responsabilità amministrativa per la stessa società, chiamata a rispondere degli eventi accaduti nello stabilimento, attualmente sotto sequestro.

Il dolore e la protesta

Ieri, davanti ai cancelli chiusi della fabbrica, si è tenuto un toccante sit-in di protesta. I partecipanti hanno dato voce alla memoria delle sette vittime che, negli ultimi sei anni, hanno perso la vita nel medesimo stabilimento. Un bilancio drammatico che ha spinto i lavoratori e le rappresentanze sindacali a chiedere risposte concrete dalle istituzioni.

La richiesta dei sindacati

L'Unione sindacale di base (USB) ha lanciato un forte monito, chiedendo l'introduzione di un reato specifico dedicato alle responsabilità dirette degli addetti alla sicurezza. Secondo il sindacato, è necessario inasprire i controlli e definire protocolli più stringenti per evitare che simili tragedie si ripetano in futuro.