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Il caso

Famiglia nel bosco, su cosa indagheranno gli "inviati" del ministero

L’obiettivo della missione è chiarire i provvedimenti discordanti, tutelare l'interesse dei minori e rispondere al clima di tensione culminato in minacce ai magistrati

Famiglia nel bosco, su cosa indagheranno gli "inviati" del ministero
di Luca Di Renzo
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VASTO. L’invio degli ispettori ministeriali da parte del guardasigilli Carlo Nordio al Tribunale per i minorenni de L’Aquila in programma per martedi 17 marzo, segna una tappa importante nella complessa vicenda della “famiglia nel bosco” di Palmoli. L’obiettivo della missione è chiarire i provvedimenti discordanti, tutelare l'interesse dei minori e rispondere al clima di tensione culminato in minacce ai magistrati.

Gli inviati del ministero della Giustizia acquisiranno la documentazione necessaria e potrebbero procedere con l’audizione dei magistrati e delle parti coinvolte.

​Il clima nel distretto abruzzese resta incandescente, alimentato dal sit-in di protesta indetto dal sindacato di polizia penitenziaria Asppp e dalle recenti minacce indirizzate alla giudice onoraria Chiara Gallo.

L'episodio, che ha visto protagonista un uomo di Roseto degli Abruzzi prontamente denunciato, ha spinto l'Associazione nazionale magistrati a intervenire con una nota ufficiale di solidarietà, richiamando al rispetto del lavoro giudiziario.

​Sul fronte sociale, divampa la polemica tra la garante nazionale per l'infanzia, Marina Terragni, e le istituzioni locali. Dopo la visita alla casa famiglia di Vasto lo scorso martedì 10 marzo, la garante ha espresso forti perplessità sulla gestione iniziale del nucleo familiare da parte dei servizi sociali. Critiche rispedite al mittente da Maria Pina Benedetti dell'Ente d’ambito alto vastese, che ha difeso con fermezza la condotta e la competenza dell'assistente sociale incaricata.